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"L'UCI non è d'accordo con l'uso dello sport come mezzo di disciplina.

L'autorità degli sport dimostra unità e sostegno per le squadre atletiche, il loro personale e i concorrenti

L'Union Cycliste Internationale (UCI) condanna fermamente l'utilizzo dello sport come forma di...
L'Union Cycliste Internationale (UCI) condanna fermamente l'utilizzo dello sport come forma di punizione, in riferimento alle proteste che hanno portato alla neutralizzazione della tappa 11 durante la Vuelta a España.

"L'UCI non è d'accordo con l'uso dello sport come mezzo di disciplina.

La 11ª tappa della Vuelta a España è stata neutralizzata a causa di proteste politiche

La 11ª tappa della Vuelta a España è stata neutralizzata martedì a causa di proteste politiche, causando un'interruzione nella corsa di tre settimane. L'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha condannato le azioni che hanno portato alla neutralizzazione, sottolineando l'importanza della neutralità politica, dell'indipendenza e dell'autonomia dello sport.

Le proteste erano rivolte contro Israel-Premier Tech, causando preoccupazioni per la sicurezza della squadra. Non si tratta del primo episodio del genere durante la corsa; anche in passato le proteste durante la Vuelta a España sono state dirette contro Israel-Premier Tech e hanno causato preoccupazioni per la sicurezza in alcune tappe, tra cui la 5ª e la 10ª.

L'UCI ribadisce il suo impegno per la neutralità politica delle organizzazioni sportive e sottolinea il ruolo unificatore e pacificatore dello sport negli eventi internazionali di maggior rilievo. Il gruppo che ha espresso il proprio sostegno alle attività di protesta politica durante l'11ª tappa della Vuelta a España a Bilbao era costituito da manifestanti pro-Palestina presenti all'evento.

Il peloton è stato fermato nella zona neutra durante la 11ª tappa a causa dei manifestanti che venivano rimossi dalla strada. I tempi sono stati registrati a tre chilometri dal traguardo e non è stato dichiarato alcun vincitore di tappa a causa della neutralizzazione.

Il direttore tecnico Kiko García ha espresso la speranza di una decisione rapida riguardo alla partecipazione di Israel-Premier Tech alla corsa, con gli organizzatori Unipublic ancora incerti sulla partecipazione della squadra a causa delle preoccupazioni per la sicurezza. La posizione dell'UCI si allinea con i principi fondatori del Movimento Olimpico, che sottolineano che lo sport non dovrebbe essere utilizzato come strumento di punizione.

L'UCI ribadisce il ruolo dello sport, compreso il ciclismo, nel riunire le persone e superare le barriere. L'organizzazione esprime anche solidarietà e sostegno alle squadre, al personale e ai corridori, che dovrebbero poter competere in condizioni di sicurezza e serenità ottimali.

Nonostante l'interruzione, la Vuelta a España proseguirà con il peloton pronto ad affrontare diverse tappe chiave nei prossimi giorni. La corsa è prevista per concludersi l'11 ottobre a Madrid.

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