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La competizione tra stablecoin di Asia si intensifica, lasciando l'India in panchina a causa...
La competizione tra stablecoin di Asia si intensifica, lasciando l'India in panchina a causa dell'ostacolo burocratico

La competizione per le stablecoin in Asia si intensifica, lasciando l'India in limbo politico

Nel mondo in rapido evoluzione delle criptovalute, la questione delle stablecoin e il loro potenziale impatto sul sistema finanziario indiano è un argomento di acceso dibattito. Aishwary Gupta, Responsabile Globale dei Pagamenti e delle RWA presso Polygon Labs, è stato in prima linea in queste discussioni.

Gupta ha sollevato dubbi sul approccio della valuta digitale del banco centrale (CBDC), chiedendosi se esso affronti veramente le opportunità reali in India. Invece, Gupta suggerisce che l'India potrebbe abilitare versioni avvolte di CBDC o token ERC-compatibili su altre blockchain per facilitare gli affari internazionali mantenendo il rispetto delle normative.

Il panorama normativo in India è complesso, con il Centro per lo Sviluppo della Computazione Avanzata, la Central Board of Direct Taxes e l'Unità di Intelligenza Finanziaria che sovrintendono a diversi aspetti della regolamentazione delle criptovalute. Tuttavia, la Riserva Bancaria dell'India (RBI) non ha ancora assunto la responsabilità della regolamentazione o della supervisione delle stablecoin in India.

Questa mancanza di azione normativa ha lasciato l'India in disparte mentre altri paesi avanzano con chiare cornici per le stablecoin. Ad esempio, il Presidente Trump ha firmato il GENIUS Act in legge a luglio, fornendo chiare linee guida normative per le istituzioni finanziarie americane per l'emissione di stablecoin. La Cina sta apparentemente considerando pilotaggi di stablecoin legati allo yuan a Hong Kong e Shanghai. La Corea del Sud ha presentato progetti di legge concorrenti per le stablecoin che concedono poteri d'emergenza ai regolatori finanziari mentre stabiliscono cornici complete per i token legati al won.

Nel frattempo, l'ordinanza sulle stablecoin di Hong Kong posiziona la città come uno dei primi mercati a livello globale a regolamentare gli emettitori di stablecoin legate alla valuta. Più della metà delle istituzioni finanziarie pianifica di integrare le stablecoin nei prossimi tre anni, citando velocità, stabilità ed efficienza di insediamento come driver chiave. Più dell'86% delle istituzioni finanziarie dice di essere aperto all'adozione delle stablecoin, con un terzo che le sta già utilizzando.

Nonostante i potenziali benefici, Gupta sottolinea che le banche indiane non sono ancora pronte a supportare l'infrastruttura delle stablecoin. Si tratta di una sfida che Gupta descrive come coinvolgente il Ministero delle Finanze e il Ministero dell'Elettronica e della Tecnologia dell'Informazione in India.

Suraj Sharma, Responsabile India (Norme e Conformità) presso lo scambio crypto Gate.io, difende la cautela normativa, citando preoccupazioni sulla sovranità monetaria, la fuga di capitali e il rischio sistemico. Sharma chiede trasparenza e conformità prima di procedere con l'integrazione delle stablecoin.

Il vuoto normativo in India ha portato a un significativo brain drain, con l'80-85% dei migliori talenti crypto dell'India che si sono trasferiti all'estero. Tuttavia, Gupta rimane cautamente ottimista riguardo al progresso futuro in India, identificando tre team pronti a lanciare servizi di stablecoin non appena ci sarà chiarezza normativa.

Gupta stima che l'India potrebbe risparmiare $68 miliardi all'anno integrando le stablecoin nei flussi di pagamento internazionali. Questo potenziale risparmio, insieme ai progressi a livello globale nella regolamentazione delle stablecoin, sottolinea la necessità per l'India di impegnarsi in discussioni significative e di fare passi verso una chiara e completa cornice normativa per le stablecoin.

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