Il diritto di offesa di Betty Lachgar
Ibtissame Betty Lachgar, psicologa e attivista per i diritti umani di spicco del Marocco, continua a scontare una pena detentiva di 30 mesi per aver indossato una maglietta con la scritta 'Allah è lesbica'. L'arresto e le accuse contro Lachgar sono state fatte ai sensi dell'articolo 267-5 del Codice Penale Marocchino per 'offesa all'Islam'.
Lachgar, cofondatrice del Mouvement alternatif pour les libertés de l'individu (MALI) e voce secolare e femminista in Marocco da oltre quindici anni, è una delle poche figure pubbliche aperte ateiste del paese. Il suo processo era inizialmente fissato per il 27 agosto, ma è stato rinviato due volte, con la prossima data fissata per il 3 settembre.
Le minacce contro Lachgar sono arrivate da account anonimi legati al 'movimento di identità mauritana', una rete di estrema destra nota per il cybermobbing. Il 'movimento di identità mauritana' ha inviato innumerevoli minacce di stupro e morte contro Lachgar, addirittura etichettando la Sicurezza Nazionale del Marocco.
Il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite considera le leggi sulla bestemmia incompatibili con gli obblighi del Marocco di proteggere la libertà di pensiero, coscienza, credo e espressione. Ex-Muslims International, un'organizzazione che ha avviato la campagna #FreeBetty, ha dichiarato che, in quanto parte del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), il Marocco ha l'obbligo di proteggere la libertà di espressione di credenti e non credenti.
La campagna #FreeBetty è un movimento per chiedere la liberazione immediata e incondizionata di Lachgar, l'abbandono di tutte le accuse e la garanzia del suo accesso alle cure mediche appropriate e alla protezione dalle minacce e dal harassment. The Freethinker, una pubblicazione che ha espresso il proprio sostegno alla campagna #FreeBetty, condanna la sentenza inflitta a Lachgar e continua a sostenere la campagna.
Lachgar, una sopravvissuta al cancro che ha bisogno di un intervento chirurgico urgente, si trova attualmente in detenzione preventiva e isolamento, mettendo a rischio la sua salute. Daniel James Sharp, l'artista che ha creato l'immagine della settimana per la campagna #FreeBetty, ha sottolineato l'urgenza della situazione di Lachgar, dichiarando che potrebbe affrontare una pena detentiva fino a cinque anni.
Ex-Muslims International ha invitato le autorità marocchine a liberare immediatamente e senza condizioni Lachgar, a ritirarsi da tutte le accuse e a garantire il suo accesso alle cure mediche appropriate e alla protezione dalle minacce e dal harassment. The Freethinker si unisce a loro in questo appello, invitando i lettori a sostenere la campagna #FreeBetty e a chiedere giustizia per Lachgar.
Un estratto della lettera inviata al governo del Marocco da Ex-Muslims International può essere trovato qui. Per ulteriori informazioni sulla campagna #FreeBetty e sui modi per sostenerla, si prega di visitare www.ex-muslims.org/freebetty.
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