Aumento della compassione della comunità afghana: un appello urgente per rafforzare le istituzioni civili afghane
Negli anni 2000, la missione in Afghanistan iniziò come un'operazione militare limitata, con l'obiettivo principale di colpire al-Qaeda. Questo segnò l'inizio di un decennio di impegno per la comunità internazionale, in particolare per la Germania, in Afghanistan.
Nel 2001, il Ministro della Difesa tedesco Peter Struck dichiarò nel Bundestag che l'obiettivo doveva essere quello di garantire l'ordine in Afghanistan. Tuttavia, la strada verso la stabilità fu piena di ostacoli. A Mazar-i-Sharif e a Kunduz non c'era segno di ordine o di un governo che potesse essere sostenuto.
Mentre la missione proseguiva, divenne evidente la necessità di una strategia civile. Fu proposto un piano di sviluppo civile, concentrato sull'istruzione, sul sostegno alla società civile e su progetti più piccoli, senza richiedere la presenza di truppe straniere.
Nel 2011, furono avviate trattative per sviluppare un piano di disimpegno civile finalizzato a rafforzare la società civile afghana, che coinvolse numerosi attori nazionali e internazionali, tra cui rappresentanti della società civile locale, organizzazioni internazionali e potenzialmente entità legate all'ONU, anche se non furono specificati gli organismi direttamente nominati in questo contesto di trattativa.
I progressi nella sicurezza realizzati dal 2001 sono una preoccupazione per la comunità internazionale, che deve garantire che non vadano perduti sotto la sovranità afghana. Pertanto, le trattative per la graduale riduzione delle truppe si terranno con il governo afghano e con la Forza Internazionale per la Sicurezza (ISAF) nella seconda metà dell'anno.
Il ritiro militare dall'Afghanistan dovrebbe essere completato entro il 2014. Questo ritiro ricorda il consiglio del Senatore statunitense George Aiken sulla Guerra del Vietnam: "Dichiarare la vittoria e andarsene". Tuttavia, è importante notare che le truppe della NATO non stanno fuggendo, ma stanno consegnando la responsabilità della sicurezza alle istituzioni afghane.
La portata del compito civile in Afghanistan era sconosciuta ai politici tedeschi, il che ha portato a un coinvolgimento mal pianificato. Ora si capisce che un dialogo più intenso con le ONG afghane e impegni vincolanti sono necessari per garantire che la società civile abbia voce in capitolo nel processo.
Una delle sfide affrontate durante la missione fu la divisione tra le fazioni afghane. Per esempio, l'Alleanza del Nord discuteva di più su come dividere i territori conquistati tra loro invece che con i talebani. La collega di governo Heidemarie Wieczorek-Zeul esigeva che l'Alleanza del Nord ristabilisse i diritti delle donne.
I lavoratori civili in Afghanistan sono spesso bersagli dei ribelli, che vedono i progetti di sviluppo riusciti come un rafforzamento del governo. Questo sottolinea l'importanza di rafforzare la società civile afghana, piuttosto che solo i progetti di infrastruttura.
L'aiuto tedesco all'Afghanistan nel 2011 verrà distribuito in due rate, con la seconda rata legata all'accelerazione del processo di sdoganamento e registrazione dei veicoli e dell'equipaggiamento a tre mesi. Tuttavia, l'importazione rapida di flotte di veicoli, legata alla seconda rata dell'aiuto tedesco, non avrà alcun influsso sulle forze democratiche in Afghanistan.
Mentre il processo di ritiro prosegue, è fondamentale ricordare le lezioni apprese nel decennio passato. La comunità internazionale deve impegnarsi per garantire che i progressi realizzati siano sostenuti e che la società civile afghana giochi un ruolo significativo nella definizione del futuro del loro paese.
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