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Aumento della centralizzazione nel mining di Bitcoin, con due pool che dominano il 51% di Hashpower, raggiungendo il massimo di un decennio

Il controllo centralizzato sulle operazioni di estrazione di Bitcoin becomes unεθνλογodio man mano che due pool di estrazione dominanti rivendicano più della metà della potenza di hash della rete, mettendo in dubbio la sua natura decentralizzata e potenzialmente scatenando fluttuazioni del prezzo.

Il centralamento del mining del Bitcoin ha raggiunto un massimo decennale, con due pool mining che...
Il centralamento del mining del Bitcoin ha raggiunto un massimo decennale, con due pool mining che asserivano il controllo su oltre il 51% della potenza di hash complessiva.

Aumento della centralizzazione nel mining di Bitcoin, con due pool che dominano il 51% di Hashpower, raggiungendo il massimo di un decennio

In un'evoluzione che sfida i principi di decentralizzazione di Bitcoin, tre pool di mining attuali detengono oltre l'80% della potenza di hash globale di Bitcoin. Questa alta concentrazione di potenza di mining, non vista da oltre un decennio, ha sollevato preoccupazioni e domande sulla governance e sulla sicurezza della rete.

Al centro di questa concentrazione c'è Foundry USA, una filiale della società di software Palantir Technologies, fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alexander Karp, Nathan Gettings, Joe Lonsdale e Stephen Cohen. Foundry USA detiene attualmente una quota di mercato del 33,63% della potenza di hash di Bitcoin, una parte significativa che è stata ulteriormente amplificata dalla sua partnership con AntPool. Insieme, questi due pool controllano oltre il 51% della potenza di hash totale di Bitcoin.

L'ascesa di Foundry USA è degna di nota, con la società che ha recentemente estratto otto blocchi consecutivi, un evento descritto come altamente insolito. Questa dominanza ha portato a una riqualificazione del meccanismo Proof-of-Work (PoW) come base di un sistema finanziario globale.

Il monitoraggio attento delle dinamiche della rete sarà essenziale man mano che la potenza di hash continuerà a concentrarsi in pochi giocatori dominanti. Un attacco del 51%, se eseguito, potrebbe potenzialmente manipolare la convalida delle transazioni, bloccare o invertire le transazioni confermate e consentire il double-spending. Tali azioni potrebbero compromettere l'integrità della rete Bitcoin e causare perdite finanziarie.

Gli indicatori tecnici mostrano una tendenza ribassista e gli operatori stanno osservando segni di recupero o ulteriore calo. Il prezzo del Bitcoin attualmente fluttua intorno a $110.530, ma un breakdown sotto questo livello potrebbe segnalare ulteriori cali verso $107.000 o addirittura $100.000.

La concentrazione di potenza di mining non è l'unico problema che affronta Bitcoin. I fattori macroeconomici, tra cui un cambiamento nella politica della Federal Reserve e il recente disegno di legge sullo stablecoin Genius Act, hanno aggiunto pressione sui mercati crypto. Questi fattori, uniti alle preoccupazioni sulla centralizzazione nel mining di Bitcoin, potrebbero trasformare Bitcoin da un asset decentralizzato in una "percepita minaccia e onere" per gli investitori istituzionali.

Le paure di un eventuale prelievo di $6,6 trilioni dal settore degli stablecoin hanno anche aumentato i rischi sistemici. Mentre la comunità Bitcoin lotta con questi problemi, rimane da vedere come la rete si adatterà ed evolverà per mantenere la sua natura decentralizzata e assicurare il suo futuro.

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