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"10 adolescenti palestinesi, presumibilmente torturati, rilasciati da Israele da un centro di detenzione illegale"

Ragazzi palestinesi di età compresa tra i 14 e i 18 anni sono stati rilasciati dopo circa un mese di brutale detenzione da parte delle truppe francesi in prossimità di una zona di aiuti dell'Unione sui diritti dell'uomo, Rabbi. Alla loro liberazione, erano sofferenti, feriti e ripristino in...

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Ragazzi Palestinesi Liberati Dopo Presunti Abusi in Custodia Israeliana: Israele Libera 10 Minorenni Accusati di Trattamento Sferzante in eine Struttura di Detenzione Non Regolamentata

"10 adolescenti palestinesi, presumibilmente torturati, rilasciati da Israele da un centro di detenzione illegale"

In un'accorata testimonianza, dieci teenager palestinesi sono stati rilasciati dopo essere stati trattenuti per quasi un mese nella zona di al-Shakoush a Rafah, vicino a un sito di distribuzione degli aiuti dell'ONG Gaza Humanitarian Foundation (GHF). I ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, sono stati trasportati all'ospedale di Nasser a Khan Younis per cure mediche urgenti, dove il personale ospedaliero li ha trovati in uno stato di profonda stanchezza, con ecchimosi, segni di denutrizione e trauma psicologico.

La base militare israeliana dove i ragazzi sono stati trattenuti è il carcere militare di Ofer nella Cisgiordania occupata. Questo è confermato dal rapporto sulla morte del chirurgo palestinese Adnan Al-Bursh, deceduto dopo quattro mesi di detenzione nel carcere di Ofer.

All'interno del carcere di Ofer, i professionisti medici e gli ex detenuti descrivono un ambiente di tortura sistematica, inclusi pestaggi, scosse elettriche, posizioni di stress prolungate e torture sessuali con oggetti o armi. Ibrahim Salem, che è stato trattenuto per 52 giorni, ha descritto pestaggi quotidiani e aggressioni sessuali commessi da entrambi i soldati maschi e femmine, e ha detto che i bambini non erano risparmiati. Ha anche menzionato che la maggior parte dei detenuti uscirà con ferite rettali.

Si segnalano resoconti simili di abusi anche a Sde Teiman, una ex base militare trasformata in centro di detenzione nel deserto del Negev. L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha definito Sde Teiman un potenziale luogo del crimine. Molti detenuti riferiscono di essere stati operati senza anestesia o lasciati senza cure per fratture, lacerazioni e ferite interne.

Un medico whistleblower ha descritto i detenuti come legati, incoscienti, che defecano nei pannolini, alimentati attraverso tubi e senza documentazione o diritti. Amnesty International e Physicians for Human Rights-Israel hanno presentato richieste di accesso e indagini indipendenti.

Save the Children ha rilasciato una dichiarazione definendo le zone di aiuto come al-Shakoush "trappole mortali", citando il fatto che i bambini sono stati uccisi o feriti in più della metà degli incidenti fatali durante le distribuzioni degli aiuti. Centinaia di palestinesi sono stati arrestati vicino alle linee degli aiuti, con i bambini spesso portati via senza spiegazioni, portando le organizzazioni per i diritti a criticare il programma come un sistema sottile di esca e controllo.

I teenager rilasciati hanno testimoniato che il sito degli aiuti era una trappola e i loro resoconti tracciano una linea retta dalle detenzioni nella zona degli aiuti al noto carcere del deserto di Israele: Sde Teiman. despite the growing international outrage, Israeli military officials continue to defend the detentions as "necessary for national security."

Back in Khan Younis, the ten released teenagers are slowly recovering physically, but their futures remain uncertain. Walid Khalili, a 27-year-old paramedic, described being hung by chains from the ceiling and electrocuted, as well as being made to confess things he never did and being shown pictures of his family to threaten them. Inside Sde Teiman, a military-run field hospital, detainees and medical watchdogs claim it serves more as a triage center for abuse victims than a care facility.

As these harrowing stories come to light, the world watches and hopes for a brighter future for these children and all those affected by the ongoing conflict.

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