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Un'analisi su larga scala della genetica umana rivela variazioni genetiche insolite che impediscono l'aumento di peso

Ricercatori individuano infrequenti varianti genetiche nei geni codificanti umani, in particolare GPR75, che correlate significativamente con l'indice di massa corporea (IMC). In esperimenti con topi, questa specifica variante genica è stata trovata a prevenire l'obesità.

Studi estesi sul genoma umano scoprono rari alterazioni genetiche che minimizzano il rischio di...
Studi estesi sul genoma umano scoprono rari alterazioni genetiche che minimizzano il rischio di obesità

Un'analisi su larga scala della genetica umana rivela variazioni genetiche insolite che impediscono l'aumento di peso

In uno studio innovativo, i ricercatori del Broad Institute e di altre istituzioni hanno identificato rare varianti genetiche legate all'indice di massa corporea (IMC), aprendo nuove strade per la ricerca sul fondamento genetico dell'obesità e delle sue malattie correlate.

Lo studio, intitolato "10.1126/science.abf8683", ha sequenziato gli esomi di 645.626 individui provenienti dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dal Messico. I risultati dimostrano il potere e la versatilità della sequenza degli esomi su larga scala nella scoperta di rare varianti del codice che potrebbero offrire nuove e potenzialmente traducibili funzioni biologiche.

Una delle varianti identificate, GPR75, è stata trovata a conferire protezione dall'obesità nei modelli di topo. Questo recettore a couplamento proteico G espresso nel cervello è stato osservato in circa 4 su ogni 10.000 individui sequenziati e associato a un IMC inferiore.

Il knock-out di GPR75 nei topi ha portato a resistenza all'aumento di peso e a un miglior controllo glicemico in una dieta ricca di grassi. Ciò suggerisce che GPR75 potrebbe essere un potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento dell'obesità.

Il grasso corporeo è un tratto altamente ereditario e l'obesità a cui contribuisce è legata a una varietà di malattie umane, tra cui diabete, cancro e malattie cardiache. I risultati dello studio si aggiungono all'evidenza crescente che supporta il ruolo dei fattori genetici nella determinazione dell'IMC.

Secondo gli autori dello studio Giles Yeo e Stephan O'Rahilly, la sequenza degli esomi umani su larga scala diventerà un punto di ingresso sempre più importante per la scoperta di intuizioni meccanistiche nella biologia dei mammiferi. I risultati offrono potenziali bersagli terapeutici per il trattamento dell'obesità e aprono possibilità entusiasmanti per la ricerca futura.

Lo studio rappresenta un passo significativo avanti nella comprensione del fondamento genetico dell'obesità e delle sue malattie correlate. Man mano che la ricerca prosegue, potrebbe condurre allo sviluppo di nuovi trattamenti e interventi per queste condizioni diffuse e debilitanti.

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