Una panoramica completa dell'approccio del Design Thinking
Nel decennio passato, organizzazioni come OpenAI hanno abbracciato i principi del thinking design per sviluppare tecnologie AI e soluzioni creative. Questo approccio, che ha guadagnato popolarità soprattutto dal 2015, è un processo pratico, non lineare per la risoluzione creativa dei problemi.
Il thinking design non è solo un insieme di strumenti; è un mindset che sottolinea l'empatia, la curiosità, la creatività, la collaborazione, l'azione e l'adattamento. Non è esclusivo dei professionisti del design, ma un metodo che può essere applicato da chiunque.
Il processo di thinking design consiste in sette attività: Empatizzare, Definire, Ideare, Prototipare, Testare e Iterare. Entriamo in ciascuna fase.
Nella fase di Empatizzare, viene condotta la ricerca per raccogliere informazioni sulle persone interessate dal problema, sui loro bisogni e desideri, sui loro pensieri e comportamenti. Questo passo garantisce che le soluzioni sviluppate siano personalizzate per soddisfare i bisogni degli utenti previsti.
La fase di Definire segue, in cui la ricerca viene sintetizzata per individuare i problemi principali e le potenziali opportunità per creare potenziali soluzioni.
La fase di Ideare è dove scorre la creatività, con brainstorming e generazione di idee per affrontare i problemi definiti.
La fase di Prototipare comporta la creazione di rappresentazioni tangibili approssimative delle potenziali soluzioni per sperimentarne la fattibilità e altre preoccupazioni.
La fase di Testare e Iterare è cruciale, in quanto comporta la condivisione dei prototipi con persone reali per imparare se risolvono veramente il problema e come potrebbero essere migliorati. L'iterazione non solo migliora i risultati e le uscite, ma nel tempo riduce anche la normale paura del cambiamento del team.
L'apprendimento nella fase di test può essere documentato in presentazioni, relazioni o infografiche. Il test è qualcosa che continua ad avvenire in modo che il prototipo possa essere raffinato nel tempo.
Il thinking design è ideale per favorire grandi cambiamenti trasformativi, piuttosto che quelli incrementali giorno per giorno. Viene utilizzato per comprendere meglio i bisogni dei clienti, degli utenti e delle persone che vivono i problemi, per imparare e migliorare più velocemente, per ridurre i rischi associati al lancio di nuovi programmi, servizi e prodotti e per coltivare il consenso tra i stakeholder.
Il successo del thinking design si basa sui risultati che crea e questa fase è dove viene speso la maggior parte del tempo, dei soldi e dell'energia. Il thinking design è stato applicato per sviluppare nuovi prodotti sanitari, migliorare i servizi governativi, ripensare i sistemi di trasporto e affrontare i complessi problemi globali come l'inadeguatezza alimentare e l'istruzione equa.
Mentre il thinking design non è una panacea, è stato trovato essere più efficace in situazioni in cui i problemi non sono ben compresi. È un potente strumento nell'arsenale delle organizzazioni che cercano di creare soluzioni significative e impattanti per il futuro.
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