Una gestione efficace dei rifiuti può ridurre significativamente gli scarichi di gas a effetto serra in tutta l'Unione europea.
La Commissione Europea, in collaborazione con il Politecnico di Danimarca, ha recentemente condotto uno studio intitolato "Valutazione completa degli impatti ambientali ed economici dell'intero sistema di gestione dei rifiuti dell'UE". Questa ricerca offre preziose informazioni sullo stato attuale e sulle potenziali prospettive della gestione dei rifiuti nell'Unione Europea.
L'agenda europea per la gestione dei rifiuti va oltre la plastica, includendo l'imminente Attuazione dell'Economia Circolare, che mira a stabilire un mercato unico per le materie prime seconde. Questa legislazione ambiziosa fa parte dell'impegno dell'UE a ridurre significativamente i rifiuti di plastica e promuovere un'economia circolare.
Uno dei risultati chiave dello studio è che meno della metà dei rifiuti biologici generati nel 2017 nell'UE sono stati raccolti separatamente e inviati per il riciclo. In modo simile, circa il 22% dei rifiuti tessili post-consumo è riciclato, mentre circa il 41% dell'imballaggio di plastica è raccolto separatamente e riciclato. Questi bassi tassi di raccolta per i rifiuti biologici, tessili e di plastica portano a grandi quantità di spreco nel rifiuto misto, contribuendo significativamente alle emissioni di gas serra (GHG).
Per affrontare questo problema, la Direttiva quadro sui rifiuti dell'UE obbliga gli Stati membri a implementare sistemi di raccolta separata per i rifiuti biologici e tessili. La nuova Regolamentazione sull'imballaggio e sui rifiuti di imballaggio e la Direttiva sulle plastiche monouso stabiliscono obiettivi ambiziosi per il riciclo e il riutilizzo dell'imballaggio di plastica.
Lo studio quantifica anche gli impatti ambientali in 16 categorie e i costi economici legati al trattamento e smaltimento di tutti i 16 tipi di rifiuti. La gestione dei rifiuti nell'UE risparmia 17 kg CO2-eq per ogni tonnellata di rifiuti gestiti, pari a circa 34 milioni di t CO2-eq all'anno. Tuttavia, il costo sociale della gestione dei rifiuti nell'UE è di EUR 68 per tonnellata di rifiuti gestiti, pari a EUR 136 miliardi all'anno o EUR 304 per cittadino.
In modo interessante, lo studio evidenzia che solo i metalli raggiungono un beneficio netto per il costo sociale. I paesi europei con le più alte emissioni di GHG derivanti dalla gestione dei rifiuti sono principalmente quelli con elevate emissioni di metano dai discariche e insufficienti tassi di riciclo, come i paesi con grandi discariche di rifiuti organici. Le misure chiave discusse per ridurre queste emissioni includono l'aumento del riciclo per chiudere i cicli materiali, la riduzione delle emissioni di metano dalle discariche e dal trattamento dei rifiuti e la sostituzione delle materie prime primarie con materie prime seconde ottenute attraverso il riciclo.
La gestione dei rifiuti è uno degli elementi chiave della politica ambientale dell'UE. L'UE ha molte leggi per affrontare diversi tipi di rifiuti, tra cui la Regolamentazione sull'imballaggio e sui rifiuti di imballaggio, la Direttiva sulle plastiche monouso, l'Attuazione dell'Economia Circolare e la Direttiva quadro sui rifiuti dell'UE. Lo studio colma il divario tra i rifiuti generati e raccolti, considera tutti i flussi di rifiuti e applica le metodologie di Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) e Costo del Ciclo di Vita (LCC) per tenere conto degli impatti e dei costi lungo l'intero ciclo di vita dei rifiuti.
In conclusione, lo studio fornisce una panoramica completa del sistema di gestione dei rifiuti dell'UE, evidenziando le aree di miglioramento e offrendo potenziali soluzioni per ridurre le emissioni di GHG e raggiungere un futuro più sostenibile. L'agenda dell'UE si estende oltre la plastica, includendo vari tipi di rifiuti e promuovendo un'economia circolare attraverso la legislazione e le collaborazioni di ricerca.
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