Una donna vede un fenomeno raro: vede draghi invece di facce umane
In un evento straordinario, una donna nei Paesi Bassi, la cui identità è stata mantenuta riservata, ha ripreso a vivere una vita più normale dopo tre anni di trattamento per un raro sindrome neurologico noto come prosopometamorphopsia (PMO). Questo disturbo visivo, ancora misterioso per gli scienziati, è uno dei più rari conosciuti, con circa 80-100 casi documentati in tutto il mondo.
La donna si è presentata inizialmente in una clinica psichiatrica dell'Aia a causa delle sue allucinazioni che interferivano con la sua vita quotidiana. I medici hanno inizialmente prescritto acido valproico, un farmaco utilizzato per l'epilessia, le emicranie e il disturbo bipolare. Tuttavia, il medicinale ha ridotto solo le sue allucinazioni visive, scatenando rumori forti durante il sonno.
Di fronte alla sfida di trovare un trattamento efficace, i medici hanno quindi somministrato alla donna rivastigmina, un medicinale utilizzato nel morbo di Alzheimer o di Parkinson. A sollievo della donna e dei suoi medici, il cambiamento si è rivelato benefico. La rivastigmina ha aiutato a gestire i suoi sintomi visivi, ha ridotto i rumori notturni e le ha permesso di vivere una vita normale.
Una risonanza magnetica ha rivelato lesioni vicino al nucleo lentiforme, una regione del cervello coinvolto nella cognizione, nella memoria e nell'attenzione. La squadra ha ipotizzato che queste vecchie lesioni hanno disturbato il normale segnale tra il cortex occipitotemporale ventrale del cervello e altri circuiti visivi, causando i sintomi unici della donna. Le lesioni nel suo cervello erano probabilmente causate da piccole rotture dei vasi sanguigni a causa della carenza di ossigeno.
I sintomi della PMO spesso assomigliano alla psicosi, il che può portare a una diagnosi errata e a un trattamento inappropriato. Tuttavia, a differenza della psicosi, la PMO non è una illusione; i pazienti sanno che la loro percezione è alterata e la descrivono come un difetto visivo, non una convinzione sulla realtà. I test standard come gli esami del sangue, l'esame neurologico e l'elettroencefalogramma (EEG) hanno prodotto risultati normali, rendendo ancora più difficile la diagnosi.
La condizione della donna ha influenzato l'intero volto, non solo un lato. Questa interruzione spiega perché lei poteva vedere mobili o animali normalmente ma non poteva fidarsi della sua percezione dei volti. In alcuni casi, lei vedeva creature simili a draghi invece di volti umani normali.
In futuro, i ricercatori sperano di utilizzare imaging cerebrale avanzato e simulazioni al computer per ricreare ciò che vedono i pazienti affetti da PMO, come è stato fatto nel 2024. Questa comprensione potrebbe condurre a trattamenti più mirati e a risultati migliorati per coloro che sono colpiti da questo disturbo raro.
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