Un politico cileno sminuisce il passato comunista come parte della sua candidatura presidenziale
Alle prossime elezioni presidenziali del 16 novembre, il Cile si prepara per uno scontro drammatico tra la candidata di sinistra Daniela Jara e il candidato dell'estrema destra José Antonio Kast.
Jara, ex ministra del lavoro sotto il presidente uscente Gabriel Boric, ha vinto le primarie della coalizione di sinistra di Boric a giugno. Nonostante sia associata al Partito Comunista, Jara si è distanziata dall'etichetta, dichiarando di essere la candidata della sinistra moderata.
Il movimento di Jara verso il centro è una mossa strategica per corteggiare gli elettori. Tuttavia, il suo cambiamento ha sollevato alcune perplessità, tra cui quelle di Juan Sutil, ex leader di una importante associazione imprenditoriale cilena. Sutil dubita della capacità di Jara di cambiare, data la sua formazione in un partito dogmatico, piramidale e strutturato.
Nata da un meccanico e una casalinga, Jara ha dovuto lavorare sin da giovane per aiutare a pagare le proprie spese. Come ministra del lavoro di Boric, ha dimostrato le proprie abilità di negoziazione, lavorando con l'opposizione di destra per far passare le riforme pensionistiche e una settimana lavorativa di 40 ore. Jara è nota per la propria capacità di compromesso, un tratto che potrebbe tornarle utile nelle prossime elezioni.
Il mantra di Jara è "Non innamorarsi delle proprie idee". Questo approccio l'ha portata a contrastare l'ortodossia del Partito Comunista su questioni come le politiche fiscali e le alleanze internazionali. Tuttavia, la sua posizione centrista ha suscitato timori in alcuni che, se vincesse, il Cile diventerebbe come Cuba o il Venezuela.
La candidata conservatrice Evelyn Matthei è al terzo posto in gran parte dei sondaggi. La donna con le maggiori possibilità di impedire all'estrema destra di prendere il potere è Jara. I sondaggi mostrano Jara e Kast alternativamente in testa alla corsa, rendendo l'elezione molto serrata.
Jara affronta una sfida difficile a causa della paura del comunismo nella società cilena sin dagli anni '70. Una pensionata di 78 anni, Astrid Hernandez, teme che se Jara vincesse, il Cile diventerebbe come Cuba o il Venezuela. Tuttavia, Jara rimane determinata e continua la campagna, promettendo politiche e riforme pragmatiche che bilanciano la giustizia sociale con la stabilità economica.
Nel frattempo, il presidente Boric ha anche spostato la propria posizione verso la sinistra moderata, con l'obiettivo di implementare politiche e riforme pragmatiche che affrontino le sfide economiche e guadagnino un sostegno politico più ampio all'interno del panorama politico diversificato del Cile.
Mentre si avvicina l'elezione, la corsa tra Jara e Kast si fa sempre più accesa. L'esito delle elezioni determinerà la direzione futura del Cile e del suo popolo.
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