Un musulmano ucciso a Glasgow da un altro musulmano per aver augurato a cittadini cristiani una felice Pasqua
Nel cuore di Glasgow, in Scozia, il 28 marzo 2016 si è verificato un evento tragico che ha sconvolto la città e il mondo. Asad Shah, un commerciante e membro della Comunità Musulmana Ahmadiyya, è stato brutalmente assassinato.
La vita di Asad è stata stroncata in un atto di violenza insensata. Secondo i resoconti, è stato accoltellato 30 volte e il suo assassino ha anche calpestato la sua testa. L'assassino, un musulmano sunnita, è attualmente in custodia.
Asad era un musulmano Ahmadi, un ramo dell'Islam nato dagli insegnamenti di Mirza Ghulam Ahmad nel XIX secolo. Egli sosteneva di adempiere alla profezia degli ultimi tempi in modo pacifico e la Comunità Musulmana Ahmadiyya è nota per la sua promozione della tolleranza e della convivenza pacifica.
Purtroppo, la fede di Asad nella fratellanza e nella compassione andava oltre la sua comunità. Aveva pubblicato un messaggio sul suo account Google+ per augurare la Pasqua, un gesto di buona volontà verso la comunità cristiana. Questo atto, tuttavia, sembra aver provocato i radicali islamisti che, oltre a prendere di mira i loro stessi, attaccano anche se viene mostrato qualsiasi segno di fratellanza o compassione verso coloro che hanno altre fedi, in particolare i cristiani.
È degno di nota che il movimento cristiano è nato in Giudea (odierno Israele) e si è diffuso verso ovest, spesso percepito come una "religione occidentale" da molti. Questa percezione, tuttavia, non impedisce ai musulmani Ahmadi come Asad di tendere la mano dell'amicizia.
Purtroppo, questo atto di gentilezza è costato caro. La Comunità Musulmana Ahmadiyya, in particolare in Pakistan, dove il movimento è nato nel Punjab, spesso affronta violenza e discriminazione. Il governo del Pakistan ha un atteggiamento politicamente e socialmente repressivo nei confronti della comunità, dichiarandoli ufficialmente non musulmani e sottoponendoli a discriminazione legale e sociale secondo la legge pakistana.
Questo tragico incidente serve come un promemoria crudele dell'intolleranza che ancora esiste nel nostro mondo. È un appello per tutti noi di tendere la mano dell'amicizia e di opporci a qualsiasi forma di discriminazione e violenza. Ricordiamo Asad Shah, un uomo che credeva nella pace, nella tolleranza e nella fratellanza, e lasciamo che la sua vita sia un faro di speranza per un mondo più compassionevole.
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