Tre apparecchi per esaminare e quantificare il funzionamento del cervello
Nel campo della neurobiologia, due metodi chiave si distinguono per la misurazione dell'attività cerebrale: l'elettroencefalografia (EEG) e la magnetoencefalografia (MEG). Sebbene entrambi offrano intuizioni uniche, differiscono significativamente nel loro approccio e capacità.
L'EEG, un metodo utilizzato per misurare l'attività elettrica generata dalle diverse sfere corticali del cervello umano, cattura i segnali elettrici dalle regioni della materia grigia, che hanno alte densità di cellule piramidali che comunicano tra loro. Tuttavia, questo metodo ha una risoluzione temporale relativamente rapida, con variazioni nei campi elettrici che si verificano entro un millisecondo, a seconda del tasso di campionamento.
D'altra parte, la MEG, che cattura i campi magnetici generati dall'attività neurale, offre una prospettiva diversa. A differenza dell'EEG, la MEG non misura i cambiamenti nella magnetizzazione tra il sangue ricco di ossigeno e il sangue povero di ossigeno, né rappresenta un aumento o una diminuzione relativa dell'elettricità in una posizione specifica come l'EEG. Invece, la MEG offre un'immagine precisa della risoluzione temporale del segnale e della struttura del cervello.
Una differenza notevole tra i due metodi si trova nella loro risoluzione spaziale. La risonanza magnetica funzionale (fMRI), un metodo di imaging neurologico relativamente lento rispetto all'EEG e alla MEG, si vanta di un'ottima risoluzione spaziale, rendendola ideale per mappare l'attività cerebrale con alta precisione. Al contrario, la MEG combina una risoluzione temporale elevata (simile all'EEG) con una risoluzione spaziale elevata, offrendo un approccio bilanciato all'imaging neurologico.
Entrambi l'EEG e la MEG hanno i loro punti di forza quando si tratta di registrare i processi cerebrali in risposta agli stimoli. L'EEG consente la registrazione dei processi cerebrali che si verificano poco dopo l'insorgenza degli stimoli visivi o audio, mentre la MEG non richiede ai partecipanti di rimanere immobili in un nucleo magnetico e non emette impulsi a radiofrequenza.
In termini di registrazione a lungo termine delle condizioni cerebrali, l'EEG ha il vantaggio di poter monitorare le condizioni cerebrali che riflettono l'impegno, la motivazione o la sonnolenza per periodi più lunghi (ore a giorni). Tuttavia, i dispositivi MEG, come i dispositivi fMRI, sono fissi e richiedono ai partecipanti di rimanere immobili o seduti durante la registrazione.
La società attualmente in sviluppo e produzione dei dispositivi MEG più avanzati non è esplicitamente nominata nei risultati della ricerca, ma la tecnologia dominante implica magnetometri sensibili come i SQUID utilizzati dai produttori specializzati. Non è stato trovato alcun riferimento diretto a una società leader specifica nelle informazioni fornite.
In conclusione, sebbene sia l'EEG che la MEG offrano intuizioni preziose sull'attività cerebrale, entrambi hanno i loro punti di forza e di debolezza unici. La scelta tra i due dipende dalla domanda di ricerca specifica e dalle esigenze dello studio.
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