"Tratta le aree protette come se fossero parchi di divertimento".
Il veterinario e ricercatore Bruno Bassano va in pensione dal Parco Nazionale del Gran Paradiso
Dopo una carriera di 40 anni, Bruno Bassano, veterinario e ricercatore di 67 anni, lascerà il suo ruolo di direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso domani.
Nel corso degli anni, Bassano ha dedicato la sua vita alla conservazione del parco, un ruolo che ha assunto nel 2021. Il suo mandato è stato caratterizzato da un focus sulla protezione della fauna selvatica e sulla biodiversità, guidando futuri sforzi di ricerca e conservazione.
Il parco, situato nella Val d'Aosta, ha subito significativi cambiamenti negli ultimi quattro decenni. L'abbandono umano e l'aumento delle temperature hanno portato a una trasformazione nell'uso del terreno, con prati secondari quasi scomparsi e sostituiti da macchie e foreste.
Bassano è preoccupato per questi cambiamenti, in particolare per la trasformazione accelerata e le potenziali difficoltà che potrebbe causare per molte specie animali. Non è d'accordo con l'idea che la trasformazione del parco sia direttamente legata al benessere della comunità locale, sostenendo che sia più una questione di visione imprenditoriale e sviluppo locale.
L'arrivo di nuove specie come il cinghiale, il capriolo e il cervo nel parco è un segno di biodiversità, ma Bassano lo vede anche come un segno della trasformazione accelerata causata dal cambiamento climatico. Sostiene l'espansione delle aree protette come parte del piano nazionale e l'accordo "30-30", ma solo se accompagnata da un aumento di personale e risorse.
Bassano percepisce una diversa orientazione nelle aree protette nazionali rispetto agli anni '80, con una tendenza verso lo sviluppo economico e le zone ricreative. Ritiene che ci sia stata una maggiore interazione storica con la regione del Piemonte rispetto alla parte del Gran Paradiso.
Nonostante vada in pensione, Bassano spera di continuare a contribuire alla conservazione del parco dopo il suo pensionamento, non necessariamente in una posizione ufficiale. È preoccupato per il paesaggio politico nazionale riguardo ai parchi e il presunto spostamento verso lo sviluppo economico a discapito della conservazione.
Bassano esprime anche rammarico per non aver completato alcuni compiti tecnici prima del pensionamento e menziona comportamenti estremi e inappropriati in un ambiente montano come una preoccupazione, come l'accesso a zone senza attrezzatura o conoscenze adeguate. Dopo aver preso qualche giorno di riposo, ha intenzione di sistemare le questioni in sospeso e trasmettere il suo lascito alla prossima generazione di custodi del parco.
Con l'addio di Bassano, si chiude un'era per il Parco Nazionale del Gran Paradiso. I suoi contributi alla conservazione e alla ricerca del parco avranno un impatto duraturo, garantendo la sua protezione per le generazioni future.
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