Termini di GNL in Germania: una panoramica completa - situazione passata, presente e attuale
A seguito dell'invasione della Russia e della successiva crisi energetica, la Germania sta accelerando i suoi piani per costruire terminali per il gas naturale liquefatto (GNL). Il progetto di terminale GNL a Brunsbüttel, Schleswig-Holstein, è uno dei progetti chiave in questa corsa, che coinvolge German LNG, la banca statale tedesca KfW, l'azienda olandese Gasunie, RWE, Shell e l'azienda energetica statunitense Cheniere, con una capacità di rigassificazione proposta di 8 bcm.
Un altro progetto significativo è il terminale GNL a Stade, Bassa Sassonia, sviluppato da Hanseatic Energy Hub (HEH), Fluxys, Partners Group, Buss Group, EnBW, Dow Chemical e altri, con una capacità proposta di 12 bcm. Il sito di produzione Dow Chemical a Stade consuma circa l'1% del consumo energetico complessivo della Germania.
L'Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) suggerisce che la Germania potrebbe smettere di utilizzare il gas russo già nel 2022, con aumenti delle importazioni di GNL tramite terminali esistenti nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia come potenziale soluzione a breve termine. Questo cambiamento è guidato dalle drammatiche modifiche delle dinamiche della guerra, con Uniper, il maggiore importatore e commerciante di gas della Germania, che propone fino a sette terminali per il maggiore consumatore di gas d'Europa.
Uniper ha proposto una unità di stoccaggio galleggiante (FSRU) a Wilhelmshaven, in collaborazione con Mitsui Osk, con una capacità di rigassificazione proposta di 10 bcm. Un'altra FSRU a Wilhelmshaven, proposta da Nord-West-Ölleitung GmbH, è in fase di sviluppo, ma i costi stimati e la data prevista per l'entrata in servizio non sono noti.
Il governo tedesco possiederà il 50% delle azioni del terminale GNL a Brunsbüttel, che diventerà parte integrante del cluster petrolchimico ChemCoast Park, fornendo gas per la produzione di fertilizzanti, tra cui Yara. I fornitori previsti di gas naturale per il terminale GNL a Brunsbüttel includono Cheniere, che fornirà fino a 12 terawattora all'anno a partire dal 2026, e l'azienda energetica norvegese Equinor, che fornirà fino a 23 terawattora all'anno a partire da ottobre 2025.
Tuttavia, è altamente improbabile che il terminale entrerà in funzione prima del 2026, poiché i tentativi di accelerare l'iter autorizzativo incontrano ostacoli. Un parere legale commissionato dall'ONG tedesca Deutsche Umwelthilfe afferma che la costruzione del terminale GNL di Brunsbüttel vicino a una centrale nucleare e a impianti petrolchimici non è permessa sulla base della direttiva Seveso sui pericoli.
Nel frattempo, HEH aveva pianificato di importare gas fossile dal Canada nel giugno 2021, ma il progetto è stato respinto dalla provincia del Quebec. Inaspettatamente, il terminale di importazione di Tree Energy Solutions potrebbe avere una capacità di importazione stimata di fino a 30 bcm "nei primi anni".
Non tutti i progetti stanno procedendo, tuttavia. Il progetto di terminale GNL ad Amburgo coinvolge un'azienda sconosciuta, con costi e data di entrata in servizio ignoti. Il progetto di terminale GNL a Rostock è stato cancellato nell'ottobre 2021.
In un tentativo di transizione verso le fonti di energia verdi, Uniper ha annunciato ad aprile 2021 che abbandonerà l'idea del GNL a favore dei piani per un hub verde a Wilhelmshaven. Vopak, che ha funzionato come investitore attivo per il progetto tedesco del GNL, ha annunciato a novembre 2021 che non sarà più coinvolto, segnalando una perdita di €11,1 milioni.
La guerra ha portato a un rinnovato focus sulla sicurezza energetica, con il ministro tedesco dell'economia e dell'azione per il clima Robert Habeck che spinge avanti il progetto. Tuttavia, la corsa per costruire terminali GNL è solo una parte di un puzzle più ampio, mentre la Germania affronta il suo futuro energetico in un contesto di cambiamenti geopolitici.
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