Svelata l'ascensione aerea del maiale
In uno studio innovativo riportato dal New York Times l'17 aprile, i ricercatori della Yale University hanno fatto una scoperta significativa che potrebbe mettere in discussione la comprensione attuale della morte cerebrale. L'esperimento, che ha coinvolto l'uso di una soluzione chimica non specificata sui cervelli di maiali ottenuti da un macello quattro ore dopo la morte degli animali, ha suscitato commenti da parte di bioeticisti e altri, suggerendo che i cervelli dei maiali erano stati resi parzialmente vivi.
Lo studio, che non mette in discussione la constatazione della morte attraverso l'arresto della funzione cardiaca, ha tuttavia scatenato discussioni sull'etica di tale ricerca e sulla definizione e sui criteri della morte cerebrale. È stato utilizzato il cuore di Langendorff, o il test del cuore isolato, una tecnica in vitro comune utilizzata per 90 anni nella ricerca farmacologica e fisiologica su molte specie di animali.
I ricercatori sono stati in grado di indurre la contrazione in un cuore isolato prelevato da un animale morto. Inoltre, sono riusciti a creare attività elettrica nelle cellule dei cervelli dei maiali, un risultato mai ottenuto prima. Tuttavia, è importante notare che il ripristino di una forma disorganizzata e non funzionale di attività elettrica nelle cellule di un cervello morto da tempo non getta dubbi sulla nozione di morte cerebrale.
Lo studio di Yale ha sollevato preoccupazioni sulla ricomparsa della coscienza nei morti, ma l'esperimento dei ricercatori non dovrebbe essere una fonte di speculazioni selvagge e irresponsabili sulla rianimazione dei morti, sulla creazione di nuovi stati di vita parziale o sull'abbandono delle definizioni di morte cerebrale. I risultati dell'esperimento potrebbero influenzare le pratiche di trapianto e donazione di organi, ma è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive.
Cornelia Kaminski, membro del consiglio di amministrazione dell'organizzazione tedesca di consulenza per la gravidanza Alfa, è tra coloro che hanno criticato lo studio. Ritiene che i cervelli dei maiali siano stati resi parzialmente vivi, una affermazione che ha scatenato dibattiti sull'etica di tale ricerca.
È importante affrontare questo sviluppo con cautela e considerare attentamente le implicazioni. I cadaveri in cui la pelle vive e la digestione avviene nella tomba non sono parzialmente vivi, ma attività nei corpi morti. Lo studio di Yale non dovrebbe generare timori che i cari siano stati dichiarati morti quando non lo erano o che essi e i loro cari non dovrebbero acconsentire a servire come donatori di organi o tessuti a causa di nuovi dubbi sulla validità della morte cerebrale.
In conclusione, lo studio di Yale rappresenta un passo significativo avanti nella nostra comprensione del cervello e delle sue funzioni dopo la morte. Anche se ha sollevato importanti domande sulla morte cerebrale e sulla donazione di organi, è fondamentale affrontare queste domande con chiarezza e un impegno per le pratiche di ricerca etica. Le risposte a queste domande plasmeranno senza dubbio il nostro futuro approccio alla morte, alla donazione di organi e alla ricerca medica.