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Secondo un nuovo studio, l'Italia incorra in un costo di quasi 48 miliardi a causa dei tassi di abbandono delle scuole superiori e del divario digitale tra gli studenti.

Connettere gli sforzi di Teha-Ambrosetti e Fondazione Crt: obiettivo di collaborazione per aiutare due persone ad uscire dalla difficoltà finanziaria

Rivelazione degli Implicazioni Finanziarie degli Abbandoni Scolastici e Divario Digitale: L'Italia...
Rivelazione degli Implicazioni Finanziarie degli Abbandoni Scolastici e Divario Digitale: L'Italia Segnala una Perdita di 48 Miliardi a causa delle Interruzioni dell'Istruzione

Secondo un nuovo studio, l'Italia incorra in un costo di quasi 48 miliardi a causa dei tassi di abbandono delle scuole superiori e del divario digitale tra gli studenti.

In un importante sviluppo, lo Studio Strategico sulla Povertà Educativa, un progetto congiunto di Teha Group e Fondazione Crt, è stato recentemente presentato all'Ambrosetti Forum di Cernobbio. Questo studio evidenzia l'urgenza di affrontare il crescente problema della povertà educativa in Italia.

Stando allo studio, si prevede che entro il 2024 il numero di minori in povertà assoluta in Italia sarà aumentato del 47% rispetto a dieci anni fa. Questa statistica allarmante sottolinea la necessità di un'azione immediata.

Se l'Italia adottasse le migliori pratiche europee nell'inclusione nell'istruzione, potrebbe potenzialmente aggiungere fino a 48 miliardi di euro al suo PIL e ridurre il numero di persone in povertà e esclusione sociale di circa due milioni. Questo boost economico, insieme a una significativa riduzione dei problemi sociali, fa un caso convincente per gli investimenti nell'istruzione.

Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt, sottolinea che la povertà educativa non è solo una privazione individuale, ma un limite che condiziona il futuro collettivo. Elle stressa che le istituzioni, le comunità, le fondazioni e le imprese devono agire insieme per trasformare un'emergenza sociale in un investimento per il futuro.

Maria Chiara Carrozza, fisica e ex presidente del CNR e ministro dell'istruzione, fa eco a questo sentimento, sostenendo che combattere la povertà educativa non è solo un diritto fondamentale, ma anche un investimento nel capitale umano e nel futuro del paese.

Il problema della povertà educativa in Italia non è solo economico; inoltre, ostacola la creazione di circa 3,2 milioni di posti di lavoro. Inoltre, l'Italia manca di 2,2 milioni di lavoratori con un titolo di studio secondario o terziario, indicando uno squilibrio strutturale delle competenze.

Il divario territoriale in Italia rimane uno dei più marcati in Europa, con quattro regioni del Mezzogiorno tra le peggiori cinque dell'UE per il rischio di esclusione sociale. Questa disparità è ulteriormente evidenziata dal fatto che l'Italia ha la più bassa percentuale di giovani laureati tra i paesi europei.

Per colmare questi divari, sarebbe sufficiente formare il 20% della forza lavoro con livelli di istruzione più bassi. L'innovazione tecnologica e l'AI-learning possono aiutare, ma è necessaria una strategia nazionale coordinata, supportata da riforme e strumenti di monitoraggio chiari.

Il divario digitale in Italia è significativo: solo il 56% dei giovani under 19 ha competenze digitali di base, rispetto a una media europea del 73%. Questa divisione digitale è ulteriormente evidente dal fatto che il 41,5% dei posti di lavoro aperti in Italia richiede già competenze digitali avanzate.

La mobilità sociale in Italia è in gran parte determinata dal peso del contesto familiare. Colmare i divari in Italia potrebbe generare fino a 48 miliardi di euro di PIL aggiuntivo e ridurre il numero di persone a rischio di esclusione sociale di due milioni.

L'Ambrosetti Forum di Cernobbio ha evidenziato il problema della grande disuguaglianza in Italia, sottolineando l'urgenza di un'azione per affrontare la povertà educativa e creare un futuro più

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