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Scoperto nelle profondità dell'oceano: creature antiche di 100 milioni di anni

La vita marina antica, conservata per cento milioni di anni sotto il fondale oceanico, è stata riattivata, svelando organismi che mettono alla prova la nostra comprensione della resistenza alla sopravvivenza.

Scoperti negli abissi oceanici: Organismi antichi che risalgono a 100 milioni di anni fa
Scoperti negli abissi oceanici: Organismi antichi che risalgono a 100 milioni di anni fa

Scoperto nelle profondità dell'oceano: creature antiche di 100 milioni di anni

In una scoperta rivoluzionaria, uno studio guidato dal professor Steven D'Hondt all'Università del Rhode Island ha dimostrato che i microrganismi sepolti sotto il fondale oceanico per fino a 100 milioni di anni possono ancora essere riattivati. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, offre una nuova prospettiva sulla resilienza della vita in ambienti estremi.

I ricercatori hanno estratto con cura i sedimenti dalle pianure abissali dell'Oceano Pacifico, dove questi microrganismi vivono in condizioni "prive di energia". Utilizzando tecniche molecolari e di imaging avanzate, hanno confermato la presenza di cellule microbiche vitali nei sedimenti.

Questi microrganismi, quando reintrodotti in condizioni di laboratorio, sono stati osservati mentre sopravvivevano e si riproducevano, dimostrando una forma di vita che opera ai limiti della possibilità biologica. I microrganismi potrebbero fare affidamento su reazioni chimiche sporadiche tra i minerali e l'acqua di mare per sostenere un'attività metabolica minima, permettendo loro di resistere a tali lunghi periodi di digiuno.

La riparazione del DNA è cruciale per la sopravvivenza di questi microrganismi in queste condizioni estreme. Il professor D'Hondt ha spiegato che le comunità microbiche hanno probabilmente sopravvissuto con un'attività metabolica minima, garantendo la riparazione del DNA e l'integrità della cellula.

I risultati di questo studio mettono in discussione le tradizionali assunzioni sui limiti di sopravvivenza della vita, in particolare negli ecosistemi a basso contenuto di energia. Questo studio conferma ulteriormente che la vita può persistere nelle condizioni dure dei sedimenti subfondali per un periodo molto più lungo di quanto si fosse immaginato in precedenza.

Questa ricerca ha importanti implicazioni per la comprensione del potenziale per la vita su altri pianeti, in particolare quelli con ambienti estremi simili. Lo studio è stato riportato da IFLScience nel 2020 e sono in corso ulteriori indagini per esplorare i microrganismi dai sedimenti delle fosse oceaniche del Pacifico e la loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme per lunghi periodi.

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