Scavo profondo nel cervello emotivo: esplorare le profondità del risentimento.
Risentimento, un'emozione complessa e multifacetata, ha attirato l'interesse di psicologi e filosofi. Coniata dai Latini e dai Francesi per descrivere l'atto di sentire nuovamente, il risentimento è più di una semplice emozione; è un'emozione terziaria che spesso segue la rabbia e l'ira, ma può anche essere scatenata da negligenza, delusione, invidia, disgusto, esasperazione e irritazione.
Secondo Warren D. TenHouten, un rinomato ricercatore nel campo delle emozioni, il risentimento è il risultato di essere sottoposti a inferiorizzazione, stigmatizzazione o violenza. È l'intensa sensazione che le relazioni di status sono ingiuste, combinata con la convinzione che si possa fare qualcosa al riguardo. Questa emozione, sostiene TenHouten, risponde a atti che hanno creato sofferenza ingiustificata e priva di senso.
A differenza delle emozioni primarie come felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto e disprezzo (come definite dallo psicologo Robert Plutchik), il risentimento non è stato incluso come emozione di base in alcuna delle principali teorie delle emozioni. Tuttavia, viene considerata un'emozione secondaria, una reazione emotiva che abbiamo rispetto ad altre emozioni.
Nietzsche ha sviluppato una nozione più ampia di risentimento, considerandolo qualcosa che sorge dalla impotenza e dall'esperienza di abuso deumanizzante. Questa prospettiva aggiunge una dimensione di ingiustizia morale alla comprensione del risentimento, suggerendo che non è solo un'emozione, ma anche una risposta all'ingiustizia e al trattamento ingiusto.
Le conseguenze del risentimento sono numerose e varie. Comprendono il desiderio di vendetta, punizione, frustrazione, alienazione, indignazione, furia, ira, ostilità, ferocia, amarezza, odio, disprezzo, astio, vendicatività e antipatia. Tuttavia, il risentimento genera anche speranza o ambizione come motivatori per l'azione, come suggerito dallo psicologo Petersen.
Warren D. TenHouten è noto per aver descritto in modo esteso la teoria dell'emozione terziaria "risentimento", e nessun altro ricercatore viene comunemente citato per aver sviluppato o descritto questa teoria dell'emozione tanto quanto lui. Il suo lavoro sul risentimento lo ha legato alla deprivazione relativa, la percezione che qualcuno sia peggio degli altri a cui ci si confronta, portando a sentimenti di frustrazione e annientamento.
In conclusione, il risentimento è un'emozione complessa che richiede una comprensione ancora più profonda delle emozioni di base. È una forza potente che può comandare azioni e causare problemi mentali, ed è un'emozione che sorge dall'ingiustizia e dal trattamento ingiusto. È un'emozione terziaria, una risposta ad altre emozioni, e aggiunge una dimensione di ingiustizia morale alla nostra comprensione delle risposte emotive.