Quattro album metal notevoli riconosciuti per le loro straordinarie tracce di apertura
Nel mondo della musica heavy metal, il brano di apertura di un album spesso funge da affermazione decisa, stabilendo il tono per il viaggio sonico che si prospetta. Quattro album, ciascuno unico a modo suo, hanno lasciato un'impressione duratura nel genere con le loro introduzioni memorabili e inconfondibili.
Judas Priest's Painkiller (1990) si apre con il battito di Scott Travis, segnalando un suono più pesante e contemporaneo per i veterani del metal. Questo battito frenetico è un'affermazione di intenti e prova della capacità del gruppo di evolversi e espandere i confini del metal pesante.
All'estremo opposto, Pantera's Cowboys from Hell (1990) si apre con un'introduzione funky e spaccona che stabilisce il tono per il suono e la personalità del gruppo. Questa introduzione è definita dal famoso riff wah-wah di Dimebag Darrell, un suono che avrebbe influenzato lo sviluppo del groove metal.
L'album del 1986 di Metallica, "Master of Puppets," si apre con il brano "Battery". Questo brano di apertura utilizza un breve interludio di chitarra acustica come astuto trucco prima di lanciarsi in un frenetico caos thrash metal. Questo decoy acustico funge da netto contrasto rispetto al viaggio sonico intenso che segue, rendendo la transizione ancora più incisiva.
Slayer's "Reign in Blood" (1986) si apre con "Angel of Death". Questo brano di apertura detta il ritmo per uno degli album più aggressivi mai creati. La canzone si apre con un urlo stridulo del cantante Tom Araya, seguito da un assalto implacabile di batteria e chitarra a velocità folli. Questo brano di apertura è un microcosmo del viaggio sonico intenso dell'album.
Questi brani di apertura sono più di un'introduzione; sono un'impressione duratura. I brani di apertura degli album metal possono variare dall'astuto trucco acustico al caos sonico puro, ma stabiliscono sempre il tono per l'umore dell'album e preparano l'ascoltatore per l'assalto sonico che segue.
Che si tratti del battito frenetico di Judas Priest's Painkiller, del passo spavaldo di Pantera's Cowboys from Hell, del breve interludio acustico di Metallica's "Master of Puppets" o dell'aggressione implacabile di Slayer's "Reign in Blood", i brani di apertura di questi album hanno lasciato un segno indelebile nel genere. Essi testimoniano il potere di un'apertura forte e l'influenza duratura di questi album iconici.
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