Salta al contenuto

Pratiche comuni precedentemente criminalizzate

Azioni comuni nella storia avrebbero potuto essere reati potenziali. Il passato pullula di regolamenti stranamente specifici, pieno di leggi insolite.

Pratiche Comuni Un tempo Considerate Illegali: Uno Sguardo Indietro alle Azioni Quotidiane Bannate
Pratiche Comuni Un tempo Considerate Illegali: Uno Sguardo Indietro alle Azioni Quotidiane Bannate

Pratiche comuni precedentemente criminalizzate

In Giappone feudale, i mercanti e gli ufficiali itineranti ricevevano pass speciali per muoversi di notte, poiché il buio era considerato dominio della yakuza, dei ninja e di altre figure losche. Tuttavia, non si trattava solo di prevenire i crimini; la legge era anche un mezzo per controllare i movimenti della popolazione. Per la gente comune, camminare di notte era considerato pericoloso e riservato ai criminali, agli assassini e agli emarginati. Le pattuglie di samurai note come "doshin" facevano rispettare rigorosi coprifuoco, e i comuni mortali che uscivano dopo il tramonto senza autorizzazione potevano affrontare severe conseguenze, comprese l'arresto o l'esecuzione.

Dall'altra parte del mondo, a Nuova Haven, Connecticut, i gesti d'affetto in pubblico erano strettamente regolamentati, in particolare dalle autorità puritane che governavano la colonia. Il bacio in pubblico, anche tra coniugi, era considerato un'esibizione inappropriata di emozioni che poteva portare a uno scandalo pubblico. Le credenze puritane enfatizzavano la modestia e il decoro, e qualsiasi affetto fisico evidente era visto come una violazione delle norme sociali.

Nella Europa del 18° secolo, il ballo in pubblico era proibito nelle regioni fortemente influenzate dal protestantesimo, in particolare a Ginevra calvinista e in alcune comunità puritane. Le autorità credevano che il ballo in pubblico potesse portare a pensieri lascivi e comportamenti immorali. Tuttavia, il ballo continuò sottoterra, con feste e riunioni segrete in cui le persone si incontravano per celebrare in defiance delle autorità.

I califfati islamici del 9° secolo proibirono il gioco degli scacchi in base a determinate interpretazioni della legge islamica, vedendolo come una forma di gioco d'azzardo o un passatempo ozioso. Tuttavia, questi divieti non furono applicati universalmente o in modo permanente, variando per regione e sovrano. Alla fine del 17° secolo, il sultano Murad IV dell'Impero Ottomano proibì il consumo di caffè, vedendo i caffè come covi di sedizione e ribellione. Despite le punizioni severe, il consumo di caffè persistette, con caffè clandestini che continuavano a servire i clienti in segreto.

In Francia del 19° secolo, la legge era parte di uno sforzo per rafforzare i ruoli di genere tradizionali, con i pantaloni considerati esclusivamente un abbigliamento maschile. Era illegale per le donne indossare pantaloni senza il permesso della polizia. Tuttavia, la legge fu raramente applicata ai tempi moderni, servendo come promemoria di quanto fossero radicati i ruoli di genere nella società francese.

In Giappone feudale, interi villaggi chiudevano i loro cancelli al tramonto, lasciando solo pochi individui fidati a pattugliare le strade. Nella Francia del 19° secolo, la legge fu raramente applicata, ma la sua esistenza era un promemoria di quanto fossero radicati i ruoli di genere nella società francese.

Le persone sorprese a ballare in spazi pubblici nell'Europa del 18° secolo potevano affrontare multe o carcere, mentre quelle trovate con caffè potevano essere picchiate o giustiziate nell'Impero Ottomano durante il divieto del caffè. Il divieto del caffè fu revocato alla fine del 17° secolo nell'Impero Ottomano, e la bevanda riprese il suo status di pilastro della cultura ottomana.

Queste regolamentazioni storiche offrono un'interessante prospettiva sulle norme e i valori sociali di diversi periodi e culture. Servono come promemoria di quanto le nostre società siano evolute, eppure quanto alcuni aspetti del nostro passato continuino a influenzare il presente.

Leggi anche:

Più recente