Possessione e sovranità della terra nativa
In un momento critico per l'umanità, i leader indigeni stanno svolgendo un ruolo fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico e nella conservazione del nostro pianeta. Questi campioni della giustizia ambientale e del ripristino dei territori, come Autumn Peltier (attivista per l'acqua Anishinaabe), Winona LaDuke (ambientalista Anishinaabe e sostenitrice dei diritti dei territori indigeni) e molti altri di gruppi indigeni in tutto il mondo, utilizzano la conoscenza ecologica tradizionale e la governance per proteggere gli ecosistemi e contrastare gli impatti del cambiamento climatico.
Il loro lavoro si basa sulla comprensione che ognuno di noi deve assumersi la responsabilità di essere figli della Terra. Questo sentimento rispecchia l'appello per la tutela indigena, che protegge il territorio in modi che la scienza occidentale sta solo iniziando a comprendere.
Purtroppo, le superpotenze coloniali come gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno causato il cambiamento climatico attraverso l'estrazione di risorse e lo spreco, spingendo l'umanità oltre i limiti planetari. Questa realtà sottolinea l'urgenza della collaborazione tra i governi, i gruppi ambientalisti e i popoli indigeni per rendere accessibili i territori e permettere loro di assumere ruoli di leadership nelle questioni ambientali.
L'ambientalismo mainstream ha spesso trascurato l'importanza dei popoli indigeni e delle loro pratiche di gestione del territorio. Tuttavia, la consapevolezza che le pratiche indigene sono essenziali per proteggere gli ecosistemi e mantenere un pianeta abitabile sta diventando sempre più chiara.
Le pratiche indigene non riguardano solo la conservazione, ma anche l'adattamento. Una parte significativa della conoscenza ancestrale indigena riguarda l'adattamento ai cambiamenti ambientali, una skill cruciale per vivere e adattarsi al cambiamento climatico.
Il concetto di "Landback" è un appello per onorare la sovranità tribale e proteggere interi ecosistemi dall'estrazione e dall'abbandono coloniali. Questo movimento rappresenta l'antitesi del colonialismo, una malattia della mente e una disconnessione dalla nostra parentela con il pianeta.
Mentre lottiamo con le implicazioni delle nostre azioni sul pianeta, la consapevolezza che non siamo soli nell'Universo ci chiama a cancellare le false divisioni. Il governo degli Stati Uniti ha addirittura riconosciuto come legittime le riprese aeree non classificate di fenomeni aerei, sollevando domande sulla natura della vita oltre il nostro mondo.
Gli scienziati hanno annunciato che dovrebbero esserci almeno 36 civiltà intelligenti nella nostra Via Lattea in grado di comunicare con noi. Anche se questa scoperta è sconvolgente, ci ricorda anche la nostra responsabilità di proteggere e preservare il nostro pianeta.
Il cambiamento climatico sta causando il crollo degli
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