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Navigare nell'Artico che si sta sciogliendo: conflitti geopolitici e vuoti legali

Le regioni artiche che si sciolgono rapidamente stanno svelando nuovi percorsi commerciali, scatenando la concorrenza per le risorse e la sicurezza, ma la governance è rimasta indietro nell'adattarsi.

Navigare l'Artico che si Scongelata: Conflitto Politico e Vuoti Legali
Navigare l'Artico che si Scongelata: Conflitto Politico e Vuoti Legali

L'Artico, regione di immensa importanza ambientale, si trova di fronte a sfide senza precedenti a causa dell'intensificazione della crisi climatica e del complesso panorama geopolitico. La gravità della situazione richiede meccanismi di governance adattiva per proteggere questo fragile ecosistema.

Il 22 marzo 2022, l'Artico ha registrato il picco invernale minimo di ghiaccio marino, un promemoria netto dei rapidi cambiamenti in atto. L'Artico che si scioglie sta causando profondi cambiamenti ambientali, tra cui la perdita del ghiaccio marino, il ritiro dei ghiacciai, l'alterazione dei modelli di precipitazione, l'acidificazione e lo spostamento dei gradienti di salinità.

Biologicamente, l'Artico sta vivendo un fenomeno noto come "borealizzazione", con specie temperate che migrano verso nord, l'emergere di nuovi patogeni e la modificazione delle strutture della catena alimentare. Questa trasformazione rappresenta una minaccia significativa per le comunità indigene che dipendono dagli ecosistemi dell'Artico per i loro stili di vita tradizionali. Lo sviluppo della navigazione artica può esacerbare queste minacce, portando a disturbi dell'habitat, all'introduzione di specie invasive e a uno stress generale sull'ambiente marino artico vulnerabile.

Il Codice Polare, che stabilisce regole obbligatorie per la navigazione internazionale nelle acque artiche, richiede revisioni e rafforzamenti. Attualmente soffre di una notevole vaghezza e di una implementazione inconsistente degli standard di sicurezza. Il Codice deve affrontare le lacune normative, come le disposizioni obbligatorie per le navi non-SOLAS e gli standard rigorosi di emissione per i inquinanti come il biossido di carbonio nero. L'aumento delle emissioni di CO2 e del biossido di carbonio nero dalle navi da diporto accelerate il disgelo nell'Artico oscurando la neve e il ghiaccio.

Le rotte più brevi offerte dalla Strada del Mare del Nord (SMN) e dal Passaggio a Nord-Ovest (PNO) possono essere bilanciate da rischi aumentati, costi assicurativi e la necessità di scorta di rompighiaccio in determinate condizioni. Nonostante questi rischi, la SMN e il PNO offrono distanze significativamente ridotte tra i principali hub commerciali globali, con il potenziale per ridurre i tempi di transito tra Europa e Asia del 40% rispetto al Canale di Suez.

Il rischio di sversamenti di petrolio dal traffico di petroliere e attività di estrazione di risorse rappresenta una minaccia catastrofica per l'ecosistema artico. La cooperazione internazionale efficace rimane cruciale per navigare le tensioni geopolitiche, risolvere le dispute legali e garantire lo sviluppo sicuro e sostenibile della navigazione artica.

Il Consiglio Artico, il canale preminente per la governance artica, si trova di fronte a un futuro incerto a causa della sospensione della partecipazione da parte di altri sette Stati artici a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Il Consiglio può evolversi tornando ai suoi principi fondamentali di diplomazia scientifica per ricostruire la fiducia minata dalle tensioni geopolitiche.

L'impatto climatico delle emissioni nell'Artico può essere significativamente più alto rispetto alle regioni di navigazione tradizionali. La "Costituzione degli Oceani" (UNCLOS) non menziona esplicitamente il cambiamento climatico e affronta solo gli aspetti incidentali degli eventi climatici legati all'oceano, rendendola inadatta all'ambiente unico dell'Artico.

Nel 2024, la temperatura media globale della superficie ha raggiunto 1,55°C sopra i livelli preindustriali, superando per la prima volta la soglia di riscaldamento dell Accordo di Parigi. L'Artico si sta riscaldando a un ritmo superiore al doppio della media globale, un fenomeno noto come "amplificazione artica".

L'organizzazione che ha firmato il trattato del 2023 per la protezione degli habitat marini e dei danni al di fuori delle giurisdizioni nazionali sotto la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare è l'Organizzazione delle Nazioni Unite attraverso l'accordo noto come "Biodiversità oltre le giurisdizioni nazionali" (BBNJ). Questo trattato rappresenta un passo significativo per proteggere l'ecosistema unico dell'Artico.

Man mano che la crisi climatica si intensifica e le tensioni geopolitiche aumentano, è fondamentale che si prendano decisioni decisive per proteggere l'Artico. Il futuro di questo ecosistema vitale e delle comunità che dipendono da esso è in bilico.

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