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Nascita delle nuove dinastie reali dell'Europa tardo-medievale

Nobili governanti smantellarono l'antica struttura politica feudale e istituirono potenti governi centralizzati invece.

Sorgere delle monarchie nei tardi giorni dell'Europa medievale
Sorgere delle monarchie nei tardi giorni dell'Europa medievale

Nascita delle nuove dinastie reali dell'Europa tardo-medievale

Nel XV secolo, l'Europa ha assistito a cambiamenti significativi che hanno plasmate il panorama politico del continente. Questo periodo ha segnato il declino del feudalesimo e la nascita di monarchie centralizzate, una trasformazione che ha avuto inizio in Inghilterra, Francia e Spagna.

In Inghilterra, la dinastia Tudor, con Enrico VII come primo re, è salita al potere nel 1485. La vittoria di Enrico sulla Casa di York ha consolidato la monarchia nuova, che mirava a limitare il potere della nobiltà alta. Enrico ha emanato una legge contro la pratica di "livery e maintenance", ponendo fine all'era dei grandi nobili che mantenevano eserciti privati. Ha inoltre istituito un tribunale speciale, la Camera stellata, per processare i nobili ribelli. Per garantire la pace con la Scozia, Enrico ha organizzato il matrimonio della sua figlia Margaret con il re scozzese.

Oltre la Manica, il re Carlo VII della Francia ha giocato un ruolo pivotale in questa trasformazione. Nonostante fosse fragile e indeciso, Carlo è stato reso grande dai suoi servitori, tra cui Giovanna d'Arco e Jacques Cœur. Carlo ha riorganizzato il Consiglio Reale, staffandolo principalmente con avvocati della classe media. Ha anche ottenuto il controllo sulla Chiesa cattolica in Francia, rivendicando il diritto di nominare i vescovi e gli abati francesi. Carlo VII è stato succeduto dal suo figlio Luigi XI, che ha rafforzato la Francia conquistando il Ducato di Borgogna.

In Spagna, i monarchi cattolici Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia hanno giocato ruoli chiave. Enrico VII d'Inghilterra ha stretto alleanze con entrambi i sovrani attraverso i matrimoni dei suoi figli con le loro figlie, Caterina d'Aragona e Isabella di Castiglia. Il Papa ha inizialmente sollevato obiezioni a queste pretese, ma in seguito le ha accettate, portando alle "Libertà gallicane".

Nel frattempo, gli stati italiani rimanevano un nido di feroci rivalità, fallendo nell'ottenere la consolidazione e la centralizzazione. Questo fallimento ha portato alla loro sottomissione da parte degli stranieri per i successivi tre secoli. La conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 ha svegliato gli stati italiani alla possibilità di una conquista turca dell'Italia. La Pace di Lodi, firmata nel 1454, mirava a mantenere la pace tra gli stati italiani e a fornire una difesa unificata in caso di attacco da parte degli Ottomani. Tuttavia, la Pace di Lodi è durata solo fino al 1494, quando Napoli, Firenze e gli Stati Pontifici sono andati in guerra con Milano, portando al caos e alla guerra costante in Italia.

In questo periodo, il re Carlo VII ha stabilito un esercito permanente, il primo esercito permanente della storia francese, e ha implementato la taille (tassa sulla terra) e la gabelle (tassa sul sale) come principali fonti di reddito per la monarchia francese. Al contrario, Enrico VII ha emanato leggi per limitare il potere della nobiltà e ha tenuto l'Inghilterra fuori dalle guerre vivendo con parsimonia e imponendo tariffe.

Niccolò Machiavelli, un diplomatico fiorentino, ha scritto Il Principe durante un periodo di guerra e sofferenza costanti in Italia. La sua opera ha fornito consigli su come un sovrano potesse mantenere il suo potere in tempi tumultuosi.

La Guerra dei Cent'anni è terminata nel 1453, lasciando la Francia gravemente divisa, depopolata e commercialmente rovinata. Il fallimento degli stati italiani nel unirsi e stabilire una politica estera comune ha portato alla loro sottomissione da parte degli stranieri. La Pace di Lodi è durata solo fino al 1494, ma il declino del feudalesimo e la nascita delle monarchie centralizzate erano tendenze irreversibili che avrebbero continuato a plasmare l'Europa per i secoli a venire.

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