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Massicce parti del fondo dell'oceano del Mar del Nord scoperte in orientamento inverso: un fenomeno misterioso da esplorare

Ricercatori marini scoprono strutture anomale, orientate verso l'alto, poste sul fondo dell'oceano nel mare del Nord, che forniscono informazioni su un fenomeno geologico insolito che contraddice le teorie tradizionali.

Scoperte sezioni capovolte del fondale oceanico del Mar del Nord: Svelare il Mistero
Scoperte sezioni capovolte del fondale oceanico del Mar del Nord: Svelare il Mistero

Massicce parti del fondo dell'oceano del Mar del Nord scoperte in orientamento inverso: un fenomeno misterioso da esplorare

In una scoperta rivoluzionaria, un team di ricercatori dell'Università di Manchester e di Aker BP in Norvegia ha identificato centinaia di enormi tumuli di sabbia, alcuni che si estendono per diversi chilometri, sotto il Mare del Nord. Queste formazioni insolite, battezzate sinkites, sono state create attraverso un processo chiamato inversione stratigrafica, che ha portato al ribaltamento dei strati convenzionali e alla creazione di enormi tumuli sotto il mare.

Il processo si è verificato circa 5,3 milioni di anni fa, al confine tra l'Eocene e il Pliocene. L'attività sismica potrebbe aver causato la frantumazione dello strato superiore in sabbia, che poi è affondata nello strato sottostante più debole e ricco di fossili. Questa struttura rovesciata è stata subsequently sepolta sotto nuovi strati di sedimenti, modellando il fondale marino come lo conosciamo oggi.

Gli strati superiori galleggianti dei sinkites, ora posizionati sulla sabbia più densa, sono stati battezzati floatites. Questi floatites sono composti da uno strato leggero, rigido e poroso, principalmente composto da fossili marini microscopici. La scoperta contribuisce a un corpo crescente di prove che il fondale marino è molto più dinamico di quanto si pensasse in precedenza, specialmente nelle regioni in cui la densità del sedimento, il contenuto di fluidi e le tensioni tettoniche interagiscono in modi complessi.

I risultati hanno suscitato reazioni contrastanti nella comunità scientifica, con voci scettiche e altre che sostengono il nuovo modello. Se confermato, il modello potrebbe informare gli studi futuri sullo stoccaggio del carbonio, sui giacimenti di idrocarburi e sull'integrità dei sigilli geologici utilizzati nei progetti di ingegneria legati al clima. Capire come si sono formati questi sinkites potrebbe cambiare significativamente come valutiamo i giacimenti sotterranei, i sigilli e la migrazione dei fluidi - tutti elementi vitali per la cattura e lo stoccaggio del carbonio.

La ricerca è stata condotta utilizzando l'imaging sismico dettagliato. Le onde acustiche che si muovono attraverso la Terra si riflettono in modo diverso a seconda della densità dei materiali incontrati, consentendo al team di identificare i modelli nella stratigrafia del fondale marino che hanno rivelato le inversioni su larga scala in più siti. Huuse e Jan Erik Rudjord di Aker BP sono stati fondamentali nella scoperta dell'anomalia.

Le inversioni su larga scala in più siti sono state una sorpresa per la comunità scientifica. I sinkites sono insoliti perché si trovano sopra i sedimenti più vecchi e leggeri, contrastando i principi geologici tradizionali. Questa scoperta potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione della storia geologica della Terra e delle dinamiche del fondale marino.

Mentre la comunità scientifica continua a dibattere le implicazioni di questa scoperta, una cosa è certa: la geologia della Terra è molto più complessa e dinamica di quanto si pensasse in passato. Questa scoperta ci ricorda l'importanza di continuare a fare ricerca e a esplorare per capire il nostro pianeta.

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