Manifestanti lanciano un'azione estesa contro la produzione di gas naturale sull'isola di Borkum
Nel Mare del Nord, un controverso progetto di estrazione di gas offshore sta causando scalpore. La società olandese One-Dyas sta pianificando l'estrazione di gas nella zona di confine tedesco-olandese al largo dell'isola di Borkum, una mossa che ha scatenato proteste e ricorsi legali.
Il Ministro dell'Energia e della Protezione del Clima dell'Assia Inferiore, Christian Meyer (Verdi), ha espresso critiche contro il progetto. Egli sostiene che l'accordo tra i Paesi Bassi e la Germania, se ratificato, potrebbe violare la Legge fondamentale tedesca e il diritto internazionale, una rivendicazione sostenuta dall'organizzazione ambientalista Greenpeace in un parere legale pubblicato.
La città di Borkum, insieme alla comunità dell'isola di Juist, sta esaminando "possibili rimedi legali" contro il progetto. Gli attivisti ambientali, tra cui Fridays for Future, si sono uniti alla causa, con oltre 200 attivisti che pianificano di protestare a Borkum.
Il progetto ha ricevuto l'approvazione dall'Ufficio statale per l'acqua, la gestione delle coste e la conservazione della natura dell'Assia Inferiore (NLWKN), ma il Bundestag e il Bundesrat hanno ancora un ruolo da giocare. La ratifica del contratto richiede la loro approvazione e potrebbero potenzialmente impedire l'estrazione di gas offshore.
La piattaforma di estrazione del gas sarà situata nelle acque territoriali olandesi, ma il trivellamento si estenderà parzialmente nelle acque territoriali tedesche, necessitando l'approvazione tedesca. Nonostante la controversia, il governo tedesco ha dato il via libera al progetto per procedere immediatamente.
Tuttavia, la piattaforma sarà alimentata elettricamente dal parco eolico offshore "Riffgat", un'iniziativa volta a ridurre il suo impatto di carbonio. Verrà anche posato un cavo sottomarino per il parco eolico, che attraverserà biotopi protetti sul fondale marino.
L'esplorazione di nuovi giacimenti di petrolio e gas fossili è un tema di dibattito, con molti scienziati che argomentano che è incompatibile con gli obiettivi di temperatura dell'Accordo di Parigi. Il progetto al largo di Borkum non fa eccezione, con gli attivisti che si riuniscono con cartelli che recitano "Borkum e ovunque: no al nuovo gas".
L'avvocato Roda Verheyen sostiene che l'accordo consentirebbe ulteriori progetti di gas offshore nella zona di confine tedesco-olandese in numero illimitato. Egli afferma che il governo tedesco ha "fallito incostituzionalmente nel consultare lo stato dell'Assia Inferiore".
Mentre la situazione si sviluppa, il futuro del progetto di estrazione di gas offshore al largo di Borkum rimane incerto, con proteste e ricorsi legali probabili che continueranno.
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