L'Iran dichiara pubblicamente la sua intenzione di limitare le sue attività nucleari
L'accordo nucleare iraniano, firmato dai paesi del G3 (Germania, Francia e Regno Unito), dagli Stati Uniti, dalla Russia e dalla Cina nel 2015, è tornato al centro dell'attenzione globale, poiché il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghtchi, ha inviato un messaggio ai paesi del G3.
Ciò avviene dopo che gli Stati Uniti, sotto l'ex Presidente Donald Trump, si sono ritirate unilateralmente dall'accordo nel 2018 e hanno reimposto le sanzioni contro l'Iran. In risposta, l'Iran ha gradualmente ritirato i suoi impegni nell'accordo e ha aumentato l'arricchimento dell'uranio.
Di recente, l'Iran ha prodotto una quantità significativamente maggiore di uranio arricchito rispetto a quanto previsto dall'accordo, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA). Questo sviluppo ha suscitato preoccupazioni a livello globale, poiché si avvicina all'Iran alla possibilità di sviluppare una bomba nucleare, una rivendicazione che l'Iran nega con forza.
Per ridurre la tensione, l'Iran è disposto a limitare il suo programma nucleare e a concludere un accordo realistico e duraturo che preveda un rigido monitoraggio e limitazioni all'arricchimento dell'uranio. Il governo iraniano ha anche richiesto il sollevamento delle sanzioni contro il paese come condizione preliminare per qualsiasi accordo.
I paesi del G3 sono impegnati in discussioni con l'Iran, con i direttori politici dei loro ministeri degli Esteri che svolgono un ruolo chiave. Anche se i direttori politici specifici coinvolti possono variare, in passato sono stati menzionati Helga Schmid (UE e G3+3), Enrico Bruni (Italia) e rappresentanti della Germania, della Francia e del Regno Unito.
È importante notare che queste discussioni diplomatiche spesso avvengono attraverso canali privati che non sempre diventano pubblici. Le figure chiave nei negoziati iraniani del passato hanno incluso gli inviati speciali dell'UE per l'Iran o i direttori politici dei paesi coinvolti.
Se non si raggiunge un accordo, le sanzioni dovranno essere reimposte durante la riunione generale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite più tardi questo mese. L'esito di questi negoziati avrà importanti conseguenze per gli sforzi di non proliferazione nucleare a livello globale e per la stabilità regionale.
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