L'intelligenza artificiale ha causato più danni che benefici nel mio ambiente di apprendimento
In un panorama educativo in continua evoluzione, un'insegnante sta navigando l'integrazione dell'intelligenza artificiale (IA) con un approccio riflessivo e ponderato. Questa persona, che preferisce i metodi tradizionali di insegnamento, esprime preoccupazione per la sfiducia creata dall'uso dell'IA, paragonandola a vecchi insegnanti brontoloni. Tuttavia, riconosce i potenziali benefici dell'IA, come la resa più efficiente della scrittura. Tuttavia, crede fermamente che la sfida intellettuale sia ciò che produce l'apprendimento.
Al contrario, il dirigente scolastico abbraccia l'IA senza timori. È aperto alle possibilità che l'IA offre, vedendola come uno strumento che può aiutare nell'apprendimento personalizzato e nella generazione di lavoro modello, tra gli altri benefici.
La posizione dell'insegnante è chiara: vuole prendere lei stessa decisioni sull'integrazione dell'IA nella sua classe, senza lasciare che la moda attuale detti le sue scelte. Argomenta che la situazione attuale richiede di ripensare le domande nell'educazione e promuove un uso parsimonioso e mirato dell'IA.
Lo scorso primavera, è emerso un fenomeno interessante in classe. Gli studenti hanno iniziato a digitare risposte generate dall'IA per creare una "storia di bozza" artificiale. Ciò ha sollevato domande sull'autenticità del lavoro degli studenti e sull'etica del rendere gli studenti responsabili del plagio con l'IA. L'insegnante si affida a strumenti come Google Docs' history con plugin come Draftback o Revision History per monitorare il processo di scrittura degli studenti in tempo reale.
Despite the potential benefits, the teacher has reservations. They express hesitations about students using AI to avoid cognitive labor and prefer peer collaboration over AI. They are also concerned about the ethical implications of holding students accountable for cheating with AI in classrooms.
The teacher joined their district's artificial intelligence committee earlier this year, aiming to contribute to a balanced discussion about the role of AI in education. They are not advocating for a complete ban on AI in the classroom, but rather a careful and considered approach that prioritizes learning and ethical use.
Interestingly, schools in the German-speaking area are actively integrating AI in teaching. Schools in North Rhine-Westphalia, Bavaria, and Berlin are leading the way, using platforms like fobizz, MATHIA, and Cornelsen Digital for personalized learning. These schools emphasize compliance with data protection laws such as GDPR and advocate for ethical and sustainable digitization, ongoing teacher training, and clear regulatory frameworks to manage AI integration effectively.
As the debate around AI in education continues, this teacher's journey serves as a reminder that the focus should always be on the process of learning, not the product. The teacher believes that education is about fostering intellectual growth, critical thinking, and collaboration, and AI should be a tool that supports these goals, not replaces them. The question remains: how can we strike the right balance between embracing technology and upholding the core values of education?
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