L'evoluzione del web guidata dall'IA prevista dal CEO di Cloudflare, delineando tre scenari potenziali
In un'intervista del 30 agosto, il CEO di Cloudflare Matthew Prince ha dipinto un quadro preoccupante del futuro del web, delineando tre scenari distintivi che potrebbero modificare radicalmente internet come lo conosciamo.
Le previsioni di Prince ruotano intorno all'influenza crescente dei chatbot AI, che consumano il contenuto web generando poco traffico di riferimento. Questa disruzione economica è già stata osservata, con la ricerca dell'IAB Tech Lab che mostra che i riassunti di ricerca guidati dall'IA riducono il traffico dei publisher del 20-60% in media, portando a una perdita stimata di $2 miliardi all'anno nel fatturato pubblicitario.
Uno dei preferiti di Prince posiziona le compagnie AI come aggregatori di contenuti, che competono principalmente attraverso accordi di licenza esclusiva, simile ai modelli di piattaforme di streaming. Questo modello, simile a quello di Netflix, ha già guadagnato terreno tra i publisher, con un publisher non nominato che considera bloccare completamente il crawler di Google a causa della diminuzione del traffico di riferimento.
Tuttavia, l'esito dipende significativamente dalle decisioni regolamentari in diverse giurisdizioni che esaminano le pratiche di Google. Prince ha espresso ottimismo sul fatto che la pressione antitrust costringa Google a stabilire precedenti di pagamento, consentendo ad altre compagnie AI di seguire schemi simili.
La seconda previsione di Prince immagina un ritorno ai sistemi di patronage medievali, in cui cinque grandi compagnie AI impiegano verticalmente i creatori di contenuti. Ha riconosciuto le difficoltà nell'inviare pagamenti in Africa subsahariana senza enormi commissioni, suggerendo che le soluzioni della blockchain e delle criptovalute potrebbero dimostrarsi necessarie per l'implementazione a livello mondiale.
Prince ha avvertito di una scenario nichilista in cui i creatori di contenuti potrebbero affrontare l'estinzione a causa delle compagnie AI che estraggono il contenuto senza compenso mentre i flussi di reddito tradizionali scompaiono. Per contrastare questo, l'implementazione tecnica di Cloudflare sostiene l'esito preferito di Prince attraverso le risposte HTTP 402 "Pagamento richiesto", trasformando uno standard web largamente inutilizzato in un meccanismo di comunicazione attivo tra i creatori di contenuti e i crawler AI.
Il calendario per la risoluzione sembra compresso, con l'adozione dell'industria di misure di protezione del contenuto che si sta accelerando man mano che i ricavi dei publisher diminuiscono a causa della ricerca mediata dall'IA. Questo scenario frammenterebbe l'accesso alle informazioni a livello globale e invertirebbe la democratizzazione di internet, portando a un paesaggio dei media "Black Mirror".
Tuttavia, Prince vede opportunità di differenziazione tra le compagnie AI, con OpenAI che emerge come "un attore positivo" secondo lui, che si è attivamente impegnato nelle discussioni sulla licenza del contenuto dall'avvio di Cloudflare a luglio 1. Le grandi compagnie AI hanno iniziato a stipulare accordi di licenza esclusiva con i publisher selezionati, indicando segni preco
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