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Le Nazioni Unite dichiarano carestia a Gaza, esortando i paesi di tutto il mondo a reagire attivamente

Secondo le Convenzioni di Ginevra del 1949, i Paesi sono tenuti a rispettare il diritto umanitario internazionale, secondo gli avvocati Julia Grignon e Alexandre Miliani in un articolo pubblicato su Le Monde.

Stati del Mondo Esortati ad Agire in Risposta alla Dichiarazione della Fame dell-ONU a Gaza
Stati del Mondo Esortati ad Agire in Risposta alla Dichiarazione della Fame dell-ONU a Gaza

Le Nazioni Unite dichiarano carestia a Gaza, esortando i paesi di tutto il mondo a reagire attivamente

La situazione attuale nella Striscia di Gaza è critica, caratterizzata da una grave scarsità di cibo che ha portato a una carestia confermata. Questa crisi è stata fonte di preoccupazione dal fine del 2023 e le Nazioni Unite (ONU) hanno ufficialmente confermato la presenza di carestia nella regione.

La Classificazione Fisiologica Integrata della Sicurezza Alimentare (IPC), uno strumento di riferimento indipendente utilizzato dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalle ONG per monitorare le situazioni di malnutrizione, ha confermato la situazione attuale nella Striscia di Gaza. La carestia sta causando la morte di tutta o gran parte della popolazione e non è limitata alla città di Gaza, ma colpisce anche i suoi dintorni.

Il diritto umanitario internazionale proibisce di causare intenzionalmente la carestia come metodo di guerra in tutti i conflitti. Questa proibizione, codificata nel 1977 nei protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra (1949), ha acquisito valore consuetudinario. Il governo e l'esercito israeliani sono principalmente responsabili delle severe azioni che hanno portato alla situazione di carestia ufficialmente confermata nella Striscia di Gaza.

Il blocco che impedisce l'aiuto umanitario e i rifornimenti di cibo di raggiungere la popolazione, insieme alle operazioni militari che hanno distrutto l'infrastruttura essenziale per la sopravvivenza, sono le principali cause della crisi. Esempi di tali atti includono rendere inutilizzabili o distruggere i punti di acqua potabile, le colture o impedire l'accesso alle terre agricole.

La carestia si prevede si diffonderà a Deir Al-Balah e Khan Younes nelle prossime settimane. La situazione è il risultato di atti gravi osservati per molti mesi e richiede un'attenzione e un'azione immediate.

La proibizione di causare la carestia come metodo di guerra si applica a tutte le parti in un conflitto, indipendentemente dal fatto che siano o meno firmatarie dei protocolli. È fondamentale che tutte le parti coinvolte nel conflitto rispettino questi principi per garantire la sicurezza e la sopravvivenza della popolazione civile nella Striscia di Gaza.

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