Le idee sbagliate della Francia sull'energia nucleare
Il mondo sta assistendo a un passaggio verso le fonti di energia rinnovabili, con i costi della generazione di energia solare e eolica, nonché dello stoccaggio delle batterie, che diminuiscono annualmente. Al contrario, il costo per i nuovi siti nucleari sta aumentando, rendendo l'energia nucleare un'opzione meno attraente di fronte a questa transizione.
Questa realtà è particolarmente evidente in Francia, dove la dipendenza del paese dall'energia nucleare sta diventando sempre più questionable, soprattutto mentre si avvicina un inverno senza gas naturale dalla Russia. La crisi energetica ha esposto le vulnerabilità del mix energetico pesantemente nucleare della Francia, rendendo la scommessa sull'energia nucleare sempre più sciocca.
Il prezzo delle fonti rinnovabili è previsto diminuire di almeno il 50% entro il 2030, a differenza dei costi in aumento delle centrali nucleari. La società energetica statale francese EDF sta pianificando nuove centrali nucleari, tra cui sei nuovi reattori EPR 2. Tuttavia, i progetti esistenti come il reattore EPR di Flamanville hanno subito ritardi e problemi, con chiusure temporanee dovute a problemi esterni come le meduse che ostruiscono i sistemi di raffreddamento, non direttamente per i rischi di corrosione.
È degno di nota che non c'è ancora un nuovo reattore nucleare più piccolo, presumibilmente più economico, in funzione da nessuna parte nel mondo. I reattori Olkiluoto-3 in Finlandia, nonostante siano molti volte oltre il budget, sono stati ritardati ripetutamente dal 2000. Inoltre, un quinto della generazione nucleare geriatrica della Francia è chiuso a causa di problemi di sicurezza e nessun reattore nucleare concepito dal 2000 in Europa ha generato nemmeno un kilowatt di energia.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica riporta che i reattori più vecchi hanno un rischio maggiore di incidenti nelle centrali nucleari. Dal 1952 ci sono stati 33 incidenti gravi nelle centrali nucleari in tutto il mondo, compresi due in Francia e sei negli Stati Uniti. Questi incidenti mettono in evidenza i pericoli intrinseci associati all'energia nucleare, un rischio che diventa più pronunciato man mano che i reattori invecchiano.
Il costo delle centrali nucleari è almeno quattro volte più costoso dell'energia solare e del vento onshore su larga scala. Inoltre, il prezzo dell'assicurazione delle centrali nucleari sta aumentando a causa delle preoccupazioni per la sicurezza, aggiungendo ulteriormente al carico finanziario. C'è anche il problema in corso della gestione dei rifiuti radioattivi delle centrali nucleari, un problema ancora da risolvere adeguatamente.
I piani della Francia per costruire fino a 14 nuovi reattori di ultima generazione e una nuova flotta di reattori nucleari più piccoli richiedono un enorme sostegno del governo. Deviare qualsiasi finanziamento verso l'energia nucleare rallenterà gli sforzi della Francia per la decarbonizzazione, forse condannando le sue possibilità di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
Gli esperti argomentano che i paesi non possono raggiungere i loro obiettivi di decarbonizzazione del 2030 concordati nell'Accordo di Parigi avviando programmi di energia nucleare. Invece, la priorità dovrebbe essere data all'espansione rapida delle fonti di energia rinnovabile, che non solo stanno diventando sempre più economiche ma anche più sicure e sostenibili a lungo termine.
In conclusione, la scommessa della Francia sull'energia nucleare è un grave errore di calcolo che severamente ostacolerà i suoi sforzi di decarbonizzazione. Il paese sarebbe meglio servito investendo nelle fonti di energia rinnovabile, allineandosi alla tendenza globale verso un futuro energetico più pulito, sicuro e sostenibile.
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