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Le forze dell'ordine in Italia indagano su un sito pornografico che presumibilmente si rivolge a Meloni e alle donne politiche

Il Primo Ministro italiano ha espresso la sua repulsione prima dell'inizio delle indagini da parte dei pubblici ministeri.

La polizia italiana sta indagando su un sito web pornografico che avrebbe preso di mira Giorgia...
La polizia italiana sta indagando su un sito web pornografico che avrebbe preso di mira Giorgia Meloni, il nuovo primo ministro del paese, e altre politiche donne.

Le forze dell'ordine in Italia indagano su un sito pornografico che presumibilmente si rivolge a Meloni e alle donne politiche

In un inquietante sviluppo degli eventi, la Polizia Postale italiana ha aperto un'indagine su un sito pornografico che avrebbe contenuto immagini manipolate di parlamentari donne, giornaliste e persino della Premier Giorgia Meloni.

Il sito, che aveva oltre 700.000 abbonati prima di essere chiuso la scorsa settimana, avrebbe utilizzato immagini prese senza consenso dai profili social, fonti pubbliche e account OnlyFans. I post del sito hanno suscitato commenti sessisti e sessualmente espliciti da parte degli utenti maschi.

Una delle vittime, la senatrice Mara Carfagna, ha trovato sconfortante che nel 2023 ci siano ancora persone che considerano normale calpestare la dignità di una donna e rivolgerle insulti sessisti e volgari. Ha proposto una legge che prevede la registrazione dell'identità reale degli utenti sui piattaforme e il rafforzamento del diritto d'autore delle immagini.

Un'altra vittima ha riferito che il sito chiedeva fino a €1.000 al mese alle vittime per rimuovere le foto. Centinaia di donne hanno ora presentato denuncia per l'episodio.

La Premier Meloni ha espresso il suo disgusto per gli incidenti e ha chiesto che i responsabili vengano puniti "con la massima fermezza". Ha anche espresso solidarietà e sostegno a tutte le donne offese, insultate e violate dagli incidenti.

L'indagine sul sito pornografico farà parte di un'inchiesta più ampia che si concentrerà sui siti di revenge porn, compreso un gruppo Facebook chiamato "Mia Moglie". È degno di nota che "Mia Moglie" è stato cancellato da Meta per violazione delle politiche sulla sfruttamento sessuale degli adulti.

L'Italia ha introdotto il reato di revenge porn già nel 2019. La senatrice Carfagna ha espresso la speranza che questo incidente serva da campanello d'allarme per l'esigenza di affrontare questo problema e proteggere i diritti delle donne online.

La leader italiana Giorgia Meloni ha parlato con il Corriere della Sera degli incidenti la scorsa settimana. Ha sottolineato l'importanza di un approccio olistico per combattere questa forma di molestia online e violazione della privacy.

Questo incidente serve come un promemoria inquietante dell'importanza della sicurezza online e del rispetto della dignità e della privacy di tutti gli individui, in particolare delle donne. L'indagine è in corso e si spera che i responsabili vengano portati davanti alla giustizia.

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