Salta al contenuto
Questa immagine è stata scattata all'interno di una stanza. C'è una tenda in alto. C'è un divano in...
Questa immagine è stata scattata all'interno di una stanza. C'è una tenda in alto. C'è un divano in mezzo. Su di esso ci sono molti bambini seduti. Sulla destra c'è una donna. I bambini tengono i telefoni cellulari.

La tata rivela la verità su 'dove i genitori stanno sbagliando' e i suoi pensieri senza filtri sul tempo passato davanti allo schermo - potrebbero sorprenderti

Una esperta di assistenza all’infanzia ha messo in guardia sul fatto che il gioco libero e non strutturato viene spesso trascurato nell’educazione moderna. Charlotte Willis, una tata di Koru Kids, sostiene che il gioco spontaneo aiuti i bambini a sviluppare competenze chiave attraverso l’esplorazione, la creatività e l’interazione sociale. Secondo la sua opinione, molti genitori sottovalutano l’importanza di questa pratica nella prima infanzia.

Nel frattempo, le linee guida sanitarie continuano a evidenziare i rischi di un’eccessiva esposizione agli schermi per i più piccoli. Tanto il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandano limiti rigorosi, collegando un uso eccessivo dei dispositivi a problemi fisici e comportamentali.

Le indicazioni di Regno Unito e OMS stabiliscono che i bambini al di sotto dei 18-24 mesi dovrebbero evitare del tutto l’uso degli schermi. Per la fascia d’età tra i 2 e i 5 anni, il consiglio è di non superare un’ora al giorno. I bambini più grandi, dai 6 ai 17 anni, dovrebbero invece limitare l’utilizzo ricreativo a due ore giornaliere, escludendo le attività scolastiche.

Le ricerche dimostrano che un’eccessiva esposizione agli schermi aumenta il rischio di gravi problemi di salute nei bambini. Tra questi figurano disturbi cardiaci, ipertensione, colesterolo alto e resistenza all’insulina. Sono documentati anche effetti comportamentali, come disturbi del sonno, rendimento scolastico più basso e minore controllo emotivo. Alcuni studi suggeriscono che un uso prolungato degli schermi possa portare a capricci più frequenti, difficoltà di concentrazione e iperattività, in particolare nei maschi. Alcune evidenze collegano addirittura tale esposizione a una maggiore probabilità di manifestare sintomi compatibili con disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e disturbi dello spettro autistico (ASD).

Nonostante queste preoccupazioni, la Willis non si oppone del tutto all’uso degli schermi. Appoggia un utilizzo controllato e finalizzato all’apprendimento anche per i bambini a partire dai due anni, purché sia funzionale alla crescita. Tuttavia, insiste sulla necessità di un equilibrio, incoraggiando il gioco all’aperto, la lettura e le attività creative al posto di un’esposizione passiva agli schermi.

Le sue posizioni si allineano a quelle di Gerd Schäfer, esperto di educazione infantile che da tempo sostiene il gioco non strutturato come elemento fondamentale dello sviluppo del bambino. Secondo Schäfer, il gioco libero dovrebbe affiancarsi alle attività guidate, in quanto contribuisce a formare la personalità e le capacità di problem solving. La Willis concorda, osservando che attraverso l’esplorazione spontanea e le sfide i bambini sviluppano resilienza, competenze sociali e immaginazione.

Il dibattito riflette una crescente preoccupazione per l’impatto che gli stili di vita moderni hanno sulla crescita dei più piccoli. Sebbene gli schermi offrano opportunità di apprendimento, gli esperti concordano sul fatto che il gioco fisico e le interazioni dirette rimangano essenziali per uno sviluppo sano.

Le autorità sanitarie mantengono fermi i limiti sull’uso degli schermi per i bambini, citando rischi per il benessere fisico e mentale. Contemporaneamente, professionisti dell’infanzia come la Willis e Schäfer sottolineano i benefici del gioco non strutturato. I loro consigli puntano a un approccio equilibrato, in cui la tecnologia venga utilizzata con moderazione e il gioco libero resti una priorità. L’obiettivo rimane quello di garantire ai bambini lo sviluppo di competenze fondamentali, riducendo al minimo i potenziali danni derivanti da un uso eccessivo della tecnologia.

Leggi anche:

Più recente