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La ricerca rivela un'immunità persistente nei professionisti sanitari al virus SARS-CoV-2

Dopo un anno di infezione da SARS-CoV-2, la grande maggioranza degli individui continua a conservare gli anticorpi anti-spike, anche con variabile gravità della malattia, come indicato da uno studio che ha monitorato i lavoratori della salute, guidato congiuntamente da ISGlobal, l'Istituto...

La ricerca dei professionisti sanitari suggerisce un'immunità prolungata contro l'infezione da...
La ricerca dei professionisti sanitari suggerisce un'immunità prolungata contro l'infezione da SARS-CoV-2.

La ricerca rivela un'immunità persistente nei professionisti sanitari al virus SARS-CoV-2

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista BMC Medicine, ha fornito informazioni sul durata dell'immunità contro il SARS-CoV-2. La ricerca, co-conduciuta dall'Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), dall'Istituto Catalano della Salute (ICS) e dall'Istituto Jordi Gol (IDIAP JG), con la collaborazione della Fondazione Daniel Bravo Andreu, ha scoperto che un anno dopo l'infezione da SARS-CoV-2, la maggior parte delle persone mantiene gli anticorpi anti-Spike.

Lo studio ha coinvolto 173 operatori sanitari della Catalogna centrale che avevano contratto il COVID-19, con la maggior parte delle infezioni di lieve a moderata gravità, sebbene alcuni abbiano richiesto il ricovero. La squadra di ricerca ha prelevato campioni di sangue regolari a partire da settembre 2020 per misurare il livello e il tipo di anticorpi specifici per il SARS-CoV-2 in questi pazienti.

Non è stata osservata una significativa decadenza dei livelli di anticorpi nei primi cinque mesi. Al quinto mese, il 97,1% dei partecipanti era ancora seropositivo, con il 94,8% che aveva IgG, l'83,8% che aveva IgA e il 60,6% che aveva IgM che riconoscevano la proteina Spike o il dominio di legame del recettore (RBD). Al nono mese, il 92,4% dei partecipanti era ancora seropositivo, con il 90% che aveva IgG, il 76% che aveva IgA e il 61% che aveva IgM.

I risultati hanno mostrato che il ricovero, la febbre e la perdita dell'olfatto e del gusto erano associati a livelli di anticorpi più elevati a cinque o nove mesi. In modo interessante, Gemma Moncunill, ricercatrice ISGlobal e co-autrice senior dello studio, ha dichiarato che le IgG hanno una durata più lunga, ma i livelli di IgM, che dovrebbero durare meno, sono stati sorprendentemente sostenuti nel tempo.

Lo studio ha inoltre segnalato quattro reinfezioni tra i partecipanti. Due di queste reinfezioni sono state sintomatiche e si sono verificate in individui seronegativi, suggerendo che l'infezione precedente possa offrire una certa protezione contro le infezioni sintomatiche. Un'altra reinfezione asintomatica si è verificata in un soggetto con livelli di anticorpi molto bassi.

Lo studio non ha fornito informazioni dettagliate sulla gravità o sui risultati delle reinfezioni. Non ha specificato nemmeno i nomi delle persone coinvolte o gli istituti dei co-autori. Anna Ruiz Comellas, ricercatrice dell'Istituto Catalano della Salute e co-autrice dello studio, ha dichiarato che i risultati li hanno portati a credere che l'immunità al SARS-CoV-2 durerà più a lungo di quanto si pensasse originariamente.

Considerando che i livelli di anticorpi raggiunti con la vaccinazione sono generalmente più alti di quelli generati dall'infezione naturale, lo studio suggerisce che l'immunità indotta dal vaccino sarà altrettanto duratura, come concluso da Carlota Dobaño. Lo studio non ha fornito informazioni sul vaccino specifico utilizzato per l'analisi della vaccinazione.

Lo studio è stato reso possibile dal sostegno della Fondazione Daniel Bravo, che ha fornito a ISGlobal la tecnologia e le risorse più recenti per condurre lo studio e raggiungere rapidamente le conclusioni durante le ondate successive. Il DOI per lo studio è 10.1186/s12916-021-02032-2.

In conclusione, lo studio fornisce prove incoraggianti che l'immunità al SARS-CoV-2 è di lunga durata per la maggior parte delle persone infette. Tuttavia, evidenzia anche l'importanza della vaccinazione per coloro che non sono stati precedentemente infetti, poiché potrebbero non avere lo stesso livello di protezione.

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