"La notevole rapidità con cui si affrontano i cambiamenti climatici è considerata insostenibile, secondo gli ex dirigenti delle Nazioni Unite"
In un articolo di approfondimento pubblicato sulla rivista peer-reviewed Climate Policy, quattro ex membri di alto livello del segretariato dell'United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) hanno evidenziato la necessità di un'implementazione più ambiziosa e efficace degli impegni per il cambiamento climatico.
Yvo de Boer, capo della UN Climate dal 2006 al 2010, suggerisce che i negoziatori dell'UNFCCC devono valutare il funzionamento del loro processo, che è diventato ingombrante e routinario. De Boer invoca una strategia per garantire che le scadenze portino a un'azione più decisa sul campo e non solo a titoli di giornale del momento.
Il team, tra cui Christiana Figueres, capo della UN Climate al momento dell'Accordo di Parigi, valuta criticamente il processo dell'UNFCCC, affermando che ora è in ritardo rispetto alla consapevolezza pubblica e spesso ostacolato da rivalità interagenziali. Chiedono un'implementazione efficace e ambiziosa degli impegni presi dai governi, sostenuti dalle imprese e da altri livelli di governo e società.
Figueres sottolinea che gli impegni nazionali per il cambiamento climatico dell'Accordo di Parigi devono essere significativamente rafforzati e implementati in modo deciso per raggiungere gli obiettivi globali. La cooperazione internazionale viene considerata un elemento essenziale affianco alla responsabilità dei governi nazionali e all'iniziativa delle imprese e della società civile.
Secondo Figueres, uno dei maggiori successi del regime dell'UNFCCC è l'aumento dell'impegno della società civile e delle imprese nell'implementazione delle soluzioni per il cambiamento climatico. Kinley sottolinea l'importanza di collocare la politica del cambiamento climatico al centro delle strategie di recupero dalla pandemia di COVID-19.
Il 10 aprile, Francia, Regno Unito e le Nazioni Unite ospiteranno un incontro di leader mondiali a Parigi per discutere i progressi verso gli obiettivi globali dell'Accordo di Parigi. I leader si concentreranno sul limitare l'aumento della temperatura sotto i 2°C e i 1.5°C e raggiungere le emissioni nette zero a livello globale nella seconda metà di questo secolo.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite viene visto come un giocatore chiave come avvocato per i capi di stato e di governo, incoraggiandoli a priorizzare il cambiamento climatico. Gli esperti esprimono frustrazione per il fatto che gli obiettivi distanti non sono accompagnati da piani d'azione immediati ed efficaci.
Suggeriscono lo sviluppo di nuovi accordi internazionali, un sostegno più forte ai paesi in via di sviluppo e la fissazione di nuovi obiettivi realistici sostenuti da strategie e azioni concrete. Il quartetto invita i leader mondiali a fare di più e in fretta per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
L'Accordo di Parigi per la protezione del clima è stato firmato nel 2015 dalla comunità globale, ma non c'è alcuna informazione pubblica disponibile che nomini una singola persona che lo abbia firmato nel 2020 a Parigi da parte del segretariato del clima delle Nazioni Unite o di ex membri. Sabine Monauni, Vice Primo Ministro del Liechtenstein, ha partecipato alle trattative sul clima delle Nazioni Unite e alle riunioni correlate, ma non è identificata come l'individuo che ha firmato l'accordo del 2020 a Parigi o che ha prestato servizio in precedenza nel segretariato del clima delle Nazioni Unite.
Il gruppo Taylor & Francis, un importante editore di riviste scientifiche, libri, ebook e opere di riferimento in tutti gli ambiti delle Scienze Umane, delle Scienze Sociali, delle Scienze del Comportamento, delle Scienze, della Tecnologia e della Medicina, ha pubblicato l'articolo critico del quartetto dell'UNFCCC. L'articolo serve come un appello all'azione per i leader mondiali e tutti gli stakeholder per prendere immediate e efficaci misure per affrontare il cambiamento climatico.
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