La necessità di far funzionare le centrali elettriche inquinanti imporrebbe agli americani miliardi di dollari di spese
Il Dipartimento dell'Energia (DOE) è stato sottoposto a scrutinio per le sue recenti azioni riguardanti la chiusura delle centrali elettriche. Un nuovo rapporto, commissionato da quattro gruppi ambientalisti, suggerisce che i tentativi dell'amministrazione Trump di mantenere in funzione le vecchie centrali elettriche a fonti fossili potrebbero costare ai clienti delle utility statunitensi tra i 3 miliardi e i 5,9 miliardi di dollari all'anno entro la fine del suo mandato.
Il rapporto Grid Strategies esamina i costi dell'obbligo di mantenere in funzione 35 gigawatt di grandi centrali elettriche a fonti fossili programmate per il pensionamento entro il 2028. Secondo il rapporto, i costi annuali per i clienti delle utility potrebbero superare i 3 miliardi di dollari all'anno entro il 2028, per un totale cumulativo di 4,8 miliardi di dollari alla fine del mandato di Trump.
La controversia è iniziata con un ordine esecutivo del presidente Donald Trump di aprile, che ha affidato al DOE l'autorità unilaterale sulla chiusura delle centrali elettriche in nome della affidabilità della rete. Questa autorità unilaterale potrebbe bypassare le pratiche stabilite dalle utility, dai regolatori statali, dagli operatori della rete regionale e dai regolatori federali nelle decisioni sulle centrali elettriche.
Il DOE ha utilizzato la sua autorità d'emergenza ai sensi del paragrafo 202(c) della Federal Power Act per mantenere in funzione la centrale elettrica a carbone J.H. Campbell nel Michigan e la centrale elettrica a olio e gas Eddystone in Pennsylvania per 90 giorni, e potrebbe estendere questo periodo. Tuttavia, queste azioni sono state contestate dai gruppi ambientalisti, insieme a alcuni stati, che sostengono che il DOE sta sovvertendo le decisioni ben informate prese da questi organismi regolatori.
I critici affermano inoltre che il DOE ha selezionato i dati e ignorato le nuove risorse solari, eoliche e a batteria. Michael Goggin, vice presidente di Grid Strategies, sottolinea l'assenza di benefici per l'affidabilità della rete associati alle azioni proposte dal DOE riguardo alle operazioni delle centrali elettriche. Egli afferma che questi costi non fornirebbero alcun beneficio per l'affidabilità della rete.
I regolatori statali e i difensori dei consumatori esprimono preoccupazione per il fatto che il DOE potrebbe continuare ad utilizzare i suoi poteri d'emergenza per mantenere in funzione queste centrali elettriche oltre i primi 90 giorni. Il rapporto Grid Strategies evidenzia il potenziale onere finanziario per i clienti delle utility se il DOE impone il mantenimento in funzione di determinate centrali elettriche programmate per il pensionamento.
È importante notare che il rapporto è stato commissionato da Earthjustice, Environmental Defense Fund, Natural Resources Defense Council e Sierra Club. L'uso del DOE dei poteri d'emergenza potrebbe potenzialmente minare i ruoli tradizionali delle utility, dei regolatori statali, degli operatori della rete regionale e dei regolatori federali nelle decisioni sulle centrali elettriche, portando a un significativo cambiamento nel settore energetico.
Mentre il dibattito continua, è fondamentale che tutte le parti interessate considerino le implicazioni finanziarie e ambientali delle azioni del DOE. Il futuro delle operazioni delle centrali elettriche e il ruolo dei diversi organismi regolatori rimane incerto, con molte persone che guardano ai prossimi mesi per chiarezza.
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