La diminuzione della popolarità della fast fashion a Shein segnala un calo dell'entusiasmo tra i consumatori?
Nel mondo in continua evoluzione della fast fashion, uno dei giganti del settore, Shein, sta affrontando sfide che potrebbero segnalare un cambiamento nell'approccio alla produzione e al consumo di abbigliamento.
La vigilanza regolamentare e una base di consumatori più attenti sono tra i fattori che contribuiscono al possibile declino di Shein. Il modello un tempo infallibile dell'azienda è ora sotto esame, come sottolineato da Katrina Caspelich, chief marketing officer dell'organizzazione globale Remake.
Nel frattempo, la direttiva dell'Unione Europea sulla dovuta diligenza di sostenibilità aziendale viene riesaminata dalla Commissione Europea, suscitando preoccupazioni riguardo alla possibile diluizione del suo impatto ambientale e sociale. La pressione regolamentare aumenta, ma l'applicazione viene vista come il vero cambiamento nel settore della moda.
I profitti di Shein sono diminuiti del quasi 40% rispetto all'anno precedente nel 2024, e l'azienda non ha raggiunto le sue proiezioni annuali di profitti e vendite. Questa difficoltà finanziaria potrebbe essere dovuta ai costi crescenti delle tariffe, un fattore che i principali player della fast fashion come Shein e Temu possono assorbire senza aumentare significativamente il prezzo dei prodotti.
Tuttavia, queste tariffe sono poco probabili nel ridurre le emissioni, poiché le aziende potrebbero spostare la produzione in diversi paesi, aumentando l'impronta di carbonio e complicando la tracciabilità della catena di fornitura. Questa pratica non è insolita tra i giganti della fast fashion, che spesso trovano scorciatoie spostando la produzione in regioni con leggi del lavoro più deboli o eludendo le tasse.
Sono state segnalate preoccupazioni per i rischi per la salute legati ai prodotti di ultra-fast fashion, inclusi Shein, Temu, AliExpress e altri giganti che vendono prodotti contenenti sostanze chimiche pericolose. Ciò solleva domande sull'impatto etico e ambientale dell'industria della fast fashion.
Un'industria della moda veramente giusta è quella in cui i lavoratori del settore tessile ricevono salari vivibili, sono protetti da forti leggi del lavoro e hanno voce in capitolo nella definizione delle loro condizioni lavorative. Organizzazioni come Labour Behind the Label, che lavora per migliorare le condizioni lavorative nel settore tessile, stanno promuovendo questo cambiamento. Anche se non sono disponibili informazioni dettagliate sulla struttura organizzativa di Labour Behind the Label, la sua attenzione per la promozione dei diritti dei lavoratori, le catene di fornitura etiche e il benessere dei lavoratori è chiara.
Alena Ivanova, responsabile delle campagne e dell'attivismo di Labour Behind the Label, ha dichiarato che la possibile trasformazione di Shein potrebbe segnalare una trasformazione per l'intero settore. Stringenti regolamentazioni potrebbero essere un'opportunità per far rispettare gli standard etici, rafforzare le tutele del lavoro e investire in un'industria della moda radicata nella rigenerazione e nella giustizia.
Un esempio di un marchio che abbraccia questo cambiamento è Buzigahill, un'etichetta di abbigliamento con sede a Kampala, in Uganda. Buzigahill riutilizza i capi di abbigliamento usati dell'Occidente e li rispedisce nei paesi da cui provengono. Questo approccio circolare alla produzione di moda rappresenta un radicale allontanamento dalla sovrapproduzione e dalla crescita incontrollata che ha caratterizzato il settore.
Shein è sotto pressione per ridurre la sua valutazione di oltre il 50%, da 66 miliardi di dollari a 30 miliardi di dollari, per raggiungere i suoi obiettivi di quotazione in borsa. Ciò potrebbe essere un passo verso un'industria della moda più sostenibile ed etica, in cui le aziende sono tenute responsabili del loro impatto ambientale e sociale.
Mentre l'industria della fast fashion affronta una maggiore vigilanza e difficoltà finanziarie, è chiaro che si sta verificando una trasformazione. Tuttavia, se questa trasformazione porterà a un'industria della moda veramente giusta e sostenibile, remains to be seen. Tuttavia, con la crescente consapevolezza e gli sforzi di advocacy di organizzazioni come Labour Behind the Label e le azioni di marchi come Buzigahill, c'è speranza per un futuro in cui la moda viene prodotta e consumata in modo che rispetti i lavoratori, l'ambiente e il pianeta.
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