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La Corte europea approva la designazione di Zalando come piattaforma online significativa ai sensi dell'Atto UE sui servizi digitali

Il quadro normativo del Digital Services Act ora include il gigante dell'e-commerce Zalando, che influisce su oltre 83 milioni di utenti, secondo una conferma recente della corte europea.

Il diritto dell'UE conferma lo status di Zalando come esteso marketplace online ai sensi del...
Il diritto dell'UE conferma lo status di Zalando come esteso marketplace online ai sensi del Digital Services Act

La Corte europea approva la designazione di Zalando come piattaforma online significativa ai sensi dell'Atto UE sui servizi digitali

In una decisione storica, la Corte Generale dell'Unione Europea ha respinto un ricorso presentato da Zalando SE contro la sua designazione come grande piattaforma online ai sensi del Digital Services Act (DSA). La sentenza, emessa il 3 settembre 2025, rappresenta la prima importante revisione giudiziaria delle decisioni di designazione del DSA e stabilisce precedenti per la classificazione delle piattaforme di mercato nella regolamentazione digitale europea.

La designazione deriva dal Programma Partner di Zalando, in cui i venditori terzi promuovono prodotti insieme alle operazioni di vendita diretta dell'azienda. Questa piattaforma a più lati, che combina le vendite dirette con i mercati dei terzi, viene considerata in base alle sue funzioni di ospitalità piuttosto che alle operazioni di vendita.

La sentenza della corte chiarisce le distinzioni tecniche all'interno del modello di business di Zalando, confermando che la piattaforma si qualifica come piattaforma online grazie al suo Programma Partner. La decisione della corte si basa sul numero di utenti attivi mensili della piattaforma, che ha superato la soglia di 45 milioni con oltre 83 milioni di destinatari.

Il DSA mira a contrastare la diffusione di contenuti illeciti e la pubblicità di prodotti pericolosi attraverso grandi piattaforme che raggiungono popolazioni significative in Europa. I meccanismi di enforcement consentono alla Commissione di sorvegliare le piattaforme designate attraverso i requisiti di segnalazione della trasparenza, i processi di audit esterno e le eventuali sanzioni finanziarie. Le aziende rischiano multe fino al 6% del loro fatturato globale annuale per le violazioni del DSA.

Le operazioni di Zalando si estendono a più mercati europei, servendo oltre 50 milioni di clienti attivi in 25 paesi. Di conseguenza, l'azienda ora deve affrontare obblighi aggiuntivi ai sensi del DSA, tra cui valutazioni dei rischi sistematiche, trasparenza nella moderazione dei contenuti, audit esterni e disposizioni per l'accesso dei ricercatori ai dati.

La corte ha respinto gli argomenti di Zalando sulla certezza del diritto, sull'uguaglianza di trattamento e sulla proporzionalità. Zalando SE è stata rappresentata dagli avvocati R. Briske, K. Ewald, L. Schneider e J. Trouet nel procedimento legale.

La designazione originale da parte della Commissione ha inserito Zalando tra le 17 entità soggette a requisiti aggiuntivi del DSA. Il caso rappresenta la prima importante revisione giudiziaria di queste decisioni di designazione, segnalando una nuova era di regolamentazione digitale in Europa.

Nel 2026, i requisiti di verifica dell'età aggiungeranno obblighi di conformità aggiuntivi ai quadri esistenti del DSA. Queste misure sono finalizzate a proteggere i minori dai contenuti inappropriati e dalle pratiche dannose.

Le implicazioni della sentenza vanno oltre Zalando, fornendo orientamenti per altre piattaforme e mercati online che operano in Europa. Sottolinea l'importanza della trasparenza, della responsabilità e del rispetto delle norme nel mercato digitale.

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