La corte di San Francisco si pronuncia contro Google, imponendo una multa di 425 milioni di dollari per violazioni della privacy
In una decisione storica emessa mercoledì in un tribunale federale di San Francisco, una giuria ha stabilito che il colosso della tecnologia Google deve pagare una multa di 425 milioni di dollari per aver violato la privacy degli utenti.
La causa collettiva, presentata a luglio 2020, sostiene che Google ha continuato a raccogliere i dati degli utenti anche quando le impostazioni sulla privacy erano disattivate. La violazione era in contrasto con le assicurazioni di Google relative alle sue impostazioni Web & App Activity.
Le accuse di violazione della privacy contro Google derivano dal fatto che la società ha accesso ai dispositivi mobili degli utenti per raccogliere, salvare e utilizzare i loro dati per oltre otto anni. Questa pratica era in atto nonostante gli utenti credessero di navigare in modo privato, incluso il "modalità incognito".
Google aveva precedentemente negato qualsiasi illecito, ma un portavoce della società ha ora confermato il verdetto. Secondo Google, i dati raccolti erano "non personali, pseudonimi e archiviati in luoghi separati, sicuri ed encryptati", non collegati ai conti Google o a qualsiasi identità individuale.
Tuttavia, la giuria ha stabilito che Google è responsabile per due delle tre accuse di violazione della privacy presentate dai querelanti. Nonostante ciò, la giuria ha deciso che Google non ha agito con dolo, il che significa che la società non è responsabile per danni punitivi.
Il caso, che copre circa 98 milioni di utenti Google e 174 milioni di dispositivi, è stato certificato come un'azione collettiva dal giudice federale Richard Seeborg. Gli utenti coinvolti nel caso chiedevano più di 31 miliardi di dollari di danni.
Non è la prima volta che Google si trova coinvolto in cause per violazione della privacy. In precedenza, quest'anno, la società ha pagato quasi 1,4 miliardi di dollari in un accordo con il Texas per le accuse di aver violato le leggi sulla privacy dello stato. Il gruppo di interesse Public Knowledge ha sostenuto la causa intentata contro Google a luglio 2020 e ha rivendicato la responsabilità per l'azione legale intrapresa.
La decisione arriva in un momento in cui le società tecnologiche sono sempre più sotto la lente di ingrandimento per la gestione dei dati degli utenti. Man mano che il mondo digitale continua a evolversi, è probabile che le preoccupazioni per la privacy rimarranno un problema chiave per i regolatori e i consumatori.
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