La controversa azienda di IA Anthropic accetta di risarcire gli autori per i dati di formazione rubati dei chatbot per un importo di 1,5 miliardi di dollari in un accordo in sospeso.
In un importante sviluppo, la società di intelligenza artificiale Anthropic ha concordato di pagare 1,5 miliardi di dollari per risolvere una causa collettiva intentata da autori di libri. La causa sostiene che Anthropic ha utilizzato copie pirata delle opere degli autori per addestrare il suo chatbot.
L'accordo, se approvato, potrebbe essere il più grande recupero di diritti d'autore mai visto. La causa riguarda circa 500.000 libri e gli autori potrebbero ricevere circa 3.000 dollari per ciascun libro coperto dall'accordo. Tuttavia, i nomi specifici degli autori e i titoli dei libri coinvolti non sono stati resi noti nei risultati delle ricerche disponibili.
Anthropic, fondata da ex dirigenti di OpenAI nel 2021, ha recentemente valutato la sua attività a 183 miliardi di dollari dopo aver raccolto altri 13 miliardi di dollari in investimenti. La società ha inizialmente utilizzato siti pirata per acquisire libri, ma in seguito ha cambiato metodo e ha iniziato ad acquistare libri in grandi quantità, rimuovendo le copertine e scannerizzando ogni pagina prima di inserire le versioni digitali nel suo modello AI. Tuttavia, questo non ha risolto la pirateria precedente, secondo il giudice.
L'accordo offre circa 3.000 dollari per lavoro, tenendo conto di un numero inferiore di libri interessati dopo l'eliminazione dei duplicati e dei libri senza diritti d'autore. Anthropic ha concordato di distruggere i file originali dei libri che ha scaricato come parte dell'accordo.
La Guild of Authors, un'organizzazione che rappresenta gli interessi degli autori, ha definito l'accordo un ottimo risultato per gli autori, gli editori e i titolari dei diritti. Mary Rasenberger, CEO della Guild of Authors, ha commentato che l'accordo rappresenta un importante passo avanti per proteggere i diritti degli autori e garantire che siano equamente compensati per l'uso delle loro opere.
Tuttavia, non tutti sono soddisfatti dell'accordo. Thomas Heldrup, responsabile della protezione dei contenuti e dell'applicazione della legge presso l'Alleanza dei Diritti Danesi, ha criticato l'accordo definendolo parte di un copione dell'industria della tecnologia per far crescere prima un'attività e poi pagare una multa relativamente bassa per aver infranto le regole.
Se approvato, l'accordo risolverà le rivendicazioni residue dei querelanti. Il caso potrebbe influenzare altri