James Boswell e gli informatori segreti
Nel XVIII secolo, l'aristocrazia italiana era un mondo a sé, pieno di usanze e tradizioni uniche. Una di queste pratiche, il cicisbeismo, ha recentemente suscitato un rinnovato interesse tra gli storici e gli studiosi.
I cicisbei erano accompagnatori maschili per le donne sposate dell'élite italiana, che non erano i loro mariti. Secondo l'astronomo francese Joseph Jérôme Lefrançois de Lalande, non erano amanti ma piuttosto accompagnatori che servivano uno scopo oltre alle relazioni romantiche.
La pratica era comune tra gli aristocratici italiani a causa della preoccupazione di preservare la ricchezza familiare e avere eredi. Il servizio come cicisbeo o cavaliere servente era un importante mezzo per i giovani uomini dell'aristocrazia italiana per fare e costruire relazioni sociali. I cicisbei proteggevano le loro amanti dall'attenzione indesiderata, agendo come barriera ai potenziali corteggiatori, come notato da Charles de Brosses nel 1739.
Interessantemente, il cicisbeismo era un riflesso della cultura dell'illuminismo in Italia, che offriva opportunità sociali senza precedenti alle donne dell'élite. Tuttavia, queste donne erano ancora tenute ad essere scortate in pubblico, rendendo i cicisbei un parte integrante del paesaggio sociale.
Il viaggiatore britannico James Boswell, durante i suoi viaggi in Italia e Francia nel 1765-1766, ha osservato questa pratica di persona. Le sue osservazioni, insieme alle lettere e a un libro comune, sono state raccolte nel libro "James Boswell: The Journal of his Italian and French Travels, 1765-1766", a cura di John Eglin, professore di Storia all'Università del Montana.
Al momento in cui scrisse a Rousseau da Lucca, Boswell aveva imparato a vedere i cavalieri serventi come l'ultima fase della degradazione umana. Tuttavia, la pratica continuò a persistere, riflettendo le complessità delle norme sociali dell'aristocrazia italiana.
Oggi, i cicisbei servono come una finestra affascinante sul passato, offrendo informazioni sulla vita e sulle usanze dell'aristocrazia italiana del XVIII secolo. La loro storia, come registrata dagli storici e dai viaggiatori come Boswell, continua a catturare l'attenzione degli studiosi e del pubblico in generale.
Riferimenti: 1. "Boswelliana: The Commonplace Book of James Boswell", a cura di Charles Rogers, pubblicato nel 1874. 2. Il libro di Roberto Bizzocchi "A Lady's Man: The Cicisbei, Private Morals and National Identity in Italy", tradotto da Noor Giovanni Mazhar, pubblicato nel 2014. 3. Il libro di Joseph Jérôme Lefrançois de Lalande "Voyage d'un Français en Italie", pubblicato nel 1769. 4. Una lettera di Boswell a Rousseau, datata 3 ottobre 1765, conservata alla Yale University, Beinecke Library. 5. Una lettera di Girolama Piccolomini a Boswell, anch'essa datata 3 ottobre 1765, conservata alla Yale University, Beinecke Library. 6. Il libro "James Boswell: The Journal of his Italian and French Travels, 1765-1766", a cura di John Eglin, ora disponibile da EUP.
John Eglin, il curatore del libro menzionato, è l'autore di diversi altri lavori, tra cui "The Gambling Century" (2023), "The Imaginary Autocrat" (2005) e "Venice Transfigured" (2001).
Leggi anche:
- Sindrome da deformazione del collo: segni, effetti collaterali e rimedi
- Lo status del paese rimane incerto, poiché la Commissione non dispone di dettagli sull'attuale stato.
- I medici sostengono la collaborazione tra i paesi per affrontare i problemi sanitari
- Crediti per le riprese: Progetto Orangutan Gunung Palung.