Intensa discussione: il ministro del clima critica l'élite in mezzo alle crescenti sofferenze delle inondazioni
Piogge torrenziali e inondazioni hanno flagellato il Pakistan dal 26 giugno, causando distruzioni diffuse, in particolare nella provincia della Khyber Pakhtunkhwa. Il dipartimento meteorologico del paese ha emesso un cupo avvertimento secondo cui la corrente stagione monsonica, prevista fino al 10 settembre, potrebbe causare inondazioni su scala simile al disastro del 2010.
Il Pakistan Meteorological Department (PMD) è stato criticato per le sue previsioni. Murtaza Wahab, un alto funzionario, ha criticato il PMD per aver previsto una riduzione delle precipitazioni per il 19 agosto, quando invece è successo il contrario. Questa incongruenza ha sollevato preoccupazioni sulla affidabilità delle previsioni del tempo.
L'esperto climatico Dr Imran Ahmed e il specialista delle risorse idriche Muhammad Mehr Ali Shah hanno suggerito che una migliore raccolta e analisi dei dati potrebbe portare a previsioni di inondazioni più accurate. Tuttavia, Musadik Malik, il Ministro federale per il Cambiamento Climatico e la Coordinazione Ambientale, ha ammesso che il sistema di allerta precoce delle inondazioni del Pakistan rimane incompleto.
L'occupazione di corsi d'acqua naturali è un fattore significativo che contribuisce alle inondazioni a Karachi, secondo Murtaza Wahab. L'élite potente del paese è stata accusata di costruire hotel sui letti dei fiumi, una pratica criticata da Musadik Malik. Per limitare i danni, le autorità della regione del Gilgit-Baltistan, che ha oltre 13.000 ghiacciai, hanno vietato la costruzione di nuovi hotel vicino ai laghi.
Le inondazioni in corso hanno causato pesanti perdite umane. Al 24 agosto, il bilancio delle vittime è salito a 788. Il Primo Ministro, Shehbaz Sharif, ha annunciato una campagna nazionale per contrastare la costruzione lungo i fiumi, i torrenti e altri corsi d'acqua naturali.
Le inondazioni hanno anche comportato perdite economiche significative. Le stime ufficiali suggeriscono che i danni dalle inondazioni hanno superato i 30 miliardi di dollari. Gli esperti hanno avvertito per molti anni che l'estrazione senza controllo dei letti dei fiumi, l'abbattimento illegale degli alberi e la costruzione di strutture sui canali delle inondazioni disturbano gli ecosistemi fragili, ostruiscono i percorsi di drenaggio e rendono le piogge intense e le inondazioni conseguenti molto più distruttive.
Il Pakistan, che si trova tra i paesi più esposti ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze, contribuisce meno dell'1% alle emissioni globali di gas serra. Tuttavia, il paese sta subendo l'impatto di eventi meteorologici estremi, che un tempo erano rari ma ora accadono regolarmente.
Il meteorologo Ali Tauqeer Sheikh ha notato che il Pakistan ora affronta sia inondazioni fluviali che urbane, ma continua a considerare gli alberi solo come legname. Il sindaco di Karachi, Murtaza Wahab, ha dichiarato che piantare alberi non basta per prevenire le inondazioni; hanno bisogno di cure per sopravvivere.
I lavori per installare 300 sistemi di allerta per le inondazioni in Pakistan sono iniziati nel 2017, ma solo 12 erano in funzione quando Musadik Malik è entrato in carica. I risultati delle ricerche non forniscono informazioni su quale autorità ha approvato la costruzione di hotel sui letti dei fiumi in Pakistan negli ultimi anni.
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