Il progetto è stato realizzato con l'aiuto di un programma di ricerca e sviluppo (PED) del Centro europeo per l'ambiente (CEDEFOP) e del Centro europeo per l'ambiente (CEDEFOP).
L'esposizione "Emerging Ecologies: Architettura e l'ascesa dell'architettura ambientale" presso l'Istituto Emilio Ambasz al Museum of Modern Art (MoMA) offre un'affascinante panoramica sul passato, presente e potenziale futuro dell'architettura ambientale. L'esposizione, visitabile fino al 21 gennaio 2024, guida i visitatori in un viaggio che va dagli anni '30 agli anni '90, presentando progetti e idee pionieristici che hanno plasmato il campo.
La metà del XX secolo ha segnato un significativo aumento della consapevolezza ambientale, con il libro influente di Rachel Carson "Primavera silenziosa" e il primo Earth Day nel 1970 che hanno fatto da catalizzatori per un ampio dibattito. In questo periodo, sono emerse organizzazioni come il New Alchemy Institute e Drop City, che utilizzavano cupole geodetiche per vivere fuori dalla griglia e conservare le risorse, oltre a condurre ricerche sull'agricoltura organica, sull'acquacoltura e sulla progettazione di biosfere.
Il centro di ricerca del New Alchemy Institute a Cape Cod, Massachusetts, è stato progettato con le idee di Buckminster Fuller in mente, riflettendo lo spirito innovativo del tempo. Nel frattempo, istituzioni come Stanford e MIT stavano sviluppando progetti per il vivere sostenibile nello spazio, come il Stanford Torus e la Sfera di Bernal.
Saltiamo al 2020, quando l'Istituto Emilio Ambasz per lo studio dell'ambiente costruito e naturale ha aperto le sue porte. L'esposizione presso l'istituto fornisce una lente attraverso cui gli architetti possono guardare indietro e imparare dalle esperienze e dai successi passati nell'architettura ambientale.
L'esposizione include una collezione di progetti, come l'Ant Farm Collective's 'Dolphin Embassy,' un piano per immense navi che permetterebbero a delfini e umani di vivere e comunicare. Un'altra chicca è il Prefectural International Hall a Fukuoka, in Giappone, progettato da Emilio Ambasz, che bilancia la cura per l'ambiente e le esigenze pubbliche con tetti ricoperti di parchi pubblici e una abbondanza di vita vegetale.
L'esposizione presenta anche un'area piena di mappe che documentano i modi per valutare gli ambienti, tenendo conto di praticità come l'altitudine e le variazioni di temperatura. Inoltre, sono forniti auricolari per ascoltare conversazioni registrate di architetti contemporanei che discutono di ciò che deve essere fatto in futuro nell'architettura ambientale.
È importante notare che gli edifici rappresentano quasi il 40% delle emissioni di carbonio annuali del mondo. Con il cambiamento climatico che continua a influenzare il mondo, c'è una rinnovata pressione per regolare il consumo e l'efficienza energetica nella costruzione. L'esposizione mira a spingere i movimenti di preservazione futuri evidenziando la natura storica dell'architettura verde e favorendo il dialogo tra passato e presente.
In conclusione, l'esposizione "Emerging Ecologies" è un must-see per chiunque sia interessato alla storia e al futuro dell'architettura ambientale. Serve come testimonianza dell'ingegnosità e della lungimiranza degli architetti che hanno progettato con la conservazione in mente sin dagli anni '30 e offre preziose intuizioni per coloro che lavorano verso un futuro più sostenibile.
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