Il potenziale delle blockchain aziendali: un percorso promettente o un vicolo cieco?
Nel mondo in continua evoluzione della finanza e della tecnologia, due giganti dei pagamenti a livello globale, Arc e Tempo, stanno facendo onde sviluppando i propri L1 blockchain. Questo passo potrebbe plasmare il futuro del sistema finanziario, ma solleva anche preoccupazioni riguardo alla frammentazione e alla creazione di silos.
Il successo di Internet si basa sulla sua universalità, e il potenziale problema dei sistemi blockchain proprietari è che potrebbero frammentare il sistema finanziario. Più istituzioni finanziarie, come Visa, Mastercard e JP Morgan, che operano i propri L1, potrebbero portare a dozzine di mondi blockchain paralleli, ciascuno con le proprie regole e barriere all'ingresso. Ciò potrebbe portare a un "Internet dei Silos", una situazione che contrasta con la visione di un "Internet del Valore".
I blockchain sviluppati dalle aziende mirano a internalizzare la massima parte della catena del valore, ma la vera forza del blockchain risiede nel fatto che tutti costruiscono sulla stessa infrastruttura. Ciò crea effetti di scala e vantaggi costi, favorendo l'innovazione e le soluzioni su misura. Una "catena condivisa" portata e gestita da più compagnie costruisce fiducia, riduce i costi e mantiene l'effetto di rete.
Arc e Tempo sono considerati tecnologie di ponte, con l'obiettivo di introdurre la conformità a Web3 e di poter servire come transizione a reti aperte. I sostenitori argomentano che la concorrenza guida l'attività imprenditoriale, portando a più catene, più innovazione e più soluzioni su misura. Tuttavia, è cruciale che più grandi attori utilizzino la stessa infrastruttura insieme per evitare la frammentazione.
Le nuove catene conformi possono agire come una sabbia mobile per i giocatori istituzionali per esplorare Web3. Peter Grosskopf, sviluppatore software e fondatore/amministratore di diverse compagnie regolamentate, con un focus su blockchain, banche, Web3, FinTech e regolamentazione, ha sostenuto questo fin dal 2025 nella sua rubrica "Chain Letter". Egli sottolinea l'importanza di una situazione ideale in cui i blockchain ottimizzati per la conformità sono portati da consorzi, creando una rete di infrastrutture aperte e specializzate che si intersecano invece di correre parallele.
Tuttavia, al momento non ci sono risultati di ricerca rilevanti che identificano alleanze aziendali che hanno sviluppato congiuntamente un L1 blockchain negli ultimi mesi con l'obiettivo di raggiungere i obiettivi di Web3 come la creazione di uno strato di insediamento aperto e neutro. L'impossibilità per una banca di sviluppare un conto migliore perché è un bene, con i vantaggi costi come unico fattore differenziante, sottolinea ulteriormente l'importanza della collaborazione e dell'infrastruttura condivisa.
I blockchain focalizzati sulla conformità sono progettati per fornire sicurezza, chiarezza normativa e infrastruttura auditabile per gli attori istituzionali. L'obiettivo finale dovrebbe essere un "Internet del Valore" invece di un "Internet dei Silos". Man mano che lo sviluppo dei L1 blockchain da parte dei giganti dei pagamenti a livello globale prosegue, sarà interessante vedere come si evolve il panorama e se la visione di un sistema finanziario unificato, aperto e neutro può essere realizzata.