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"Il governo indiano aumenta gli sforzi di lobbying a Washington, assicurando servizi da parte del Mercury Consulting Group dopo un'iniziativa fallita con la ditta di Miller"

Capo di gabinetto di Trump, Susie Wiles, precedentemente ha inviato una posizione di lobbista registrato con un'azienda che ha stretti legami con Mercury, una relazione mantenuta fino alla fine del 2024.

Dazi di Trump: l'India intensifica la lobbying a Washington grazie all'assunzione di Mercury, con...
Dazi di Trump: l'India intensifica la lobbying a Washington grazie all'assunzione di Mercury, con un primo accordo con la ditta di Miller che si è rivelato sfavorevole

"Il governo indiano aumenta gli sforzi di lobbying a Washington, assicurando servizi da parte del Mercury Consulting Group dopo un'iniziativa fallita con la ditta di Miller"

Per cercare di ottenere risultati favorevoli nei loro rispettivi negoziati con l'amministrazione Trump, India e Pakistan hanno fatto ricorso a società di lobbying a Washington.

L'India, nota per il suo approccio pragmatico agli acquisti di petrolio, ha ingaggiato Mercury Public Affairs, una società ben rispettata guidata dall'ex senatore statunitense David Vitter. L'accordo, valutato $225,000, va da metà agosto a metà novembre di quest'anno. Per questo periodo di tre mesi, l'India pagherà a Mercury $75,000 al mese.

Bryan Lanza, una figura di spicco nella campagna del 2016 di Donald Trump, e l'ex senatore statunitense David Vitter gestiranno l'account presso Mercury Public Affairs. Susie Wiles, ora capo di gabinetto di Trump, era un lobbista registrato presso Mercury Public Affairs fino a tarda 2024.

Jason Miller, un altro alleato di Trump, la cui società SHW Partners LLC è stata precedentemente ingaggiata dall'India per un contratto annuale del valore di $1,8 milioni, è anche ben conosciuto a Washington.

Nel frattempo, il Pakistan ha adottato un approccio diverso, ingaggiando Keith Schiller, ex bodyguard e vecchio amico di Trump, come lobbista. Il legame personale di Schiller con Trump potrebbe aver dato al Pakistan un vantaggio nei negoziati, sebbene gli esperti suggeriscano che il lobbying da solo potrebbe non influenzare Trump e che i contatti personali, i gesti simbolici e i colloqui leader-to-leader contano spesso di più.

Questa strategia si è dimostrata efficace per il Pakistan, come dimostrato dalle tariffe più basse e dai legami più calorosi che ha ottenuto con gli Stati Uniti. Recentemente, Trump ha invitato il capo dell'esercito pakistano Asim Munir a un pranzo alla Casa Bianca.

Al contrario, il primo ministro Modi ha evitato discussioni dirette sulle tariffe con Trump, preferendo squadre di negoziatori formali al negoziato personale. L'inviato di Delhi in Russia ha criticato le tariffe di Trump come "irragionevoli".

Alcuni paesi ingaggiano fino a sei società per rafforzare la loro presenza a Washington. Tuttavia, il paese che il Pakistan ha ingaggiato come società di lobbying nelle ultime settimane rimane poco chiaro nei risultati della ricerca forniti.

Gli esperti suggeriscono che sotto Trump, i risultati commerciali dipendono probabilmente di più dall'impegno leader-to-leader diretto che dai lobbisti ingaggiati. Tuttavia, l'ingaggio strategico di società di lobbying da parte sia dell'India che del Pakistan sottolinea l'importanza dell'influenza di Washington nella formazione delle relazioni commerciali internazionali.

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