Il dilemma dell'energia rinnovabile: gli scienziati suggeriscono una soluzione non convenzionale: le cipolle per migliorare l'efficienza solare
In una svolta innovativa, i ricercatori dell'Università di Göttingen hanno creato un rivestimento protettivo UV che potrebbe rivoluzionare l'industria dell'energia solare. Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Applied Optical Materials, è stato guidato da Rustem Nizamov e ha comportato l'utilizzo di nanocellulosa, lignina, ioni di ferro e estratto di cipolla rossa.
Il nuovo film sviluppato dal team ha dimostrato una notevole resistenza sotto rigorosi test. Ha superato i filtri UV commerciali e ha mantenuto le sue prestazioni nel tempo in termini di protezione UV. La combinazione organica ha efficacemente bloccato il 99,9% della radiazione UV, un fattore cruciale per l'efficienza delle celle solari.
Uno degli aspetti più intriganti di questo nuovo film è l'utilizzo dell'estratto di cipolla rossa. Durante un periodo di test di 1000 ore, equivalente a circa un anno di luce solare, l'estratto ha fornito una trasmissione della luce del 80% tra 650 e 1100 nanometri. Questo è significativo poiché potrebbe potenzialmente ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contribuire a un futuro più verde.
La nanocellulosa, il più abbondante polimero organico sulla Terra, costituisce la struttura portante di questo innovativo rivestimento. Il suo utilizzo nel campo dell'energia solare potrebbe condurre a ulteriori innovazioni a base biologica, aprendo nuove possibilità per un futuro sostenibile.
Il nuovo film potrebbe essere utile in qualsiasi applicazione in cui l'utilizzo di un filtro UV a base biologica è essenziale e le prestazioni a lungo termine sono critiche. Potrebbe essere utilizzato in vari tipi di celle solari, tra cui perovskite e fotovoltaici organici.
I risultati dello studio sono rilevanti per la protezione UV di diverse celle solari e applicazioni, secondo Rustem Nizamov, autore principale dello studio. Il nuovo film fatto di nanocellulosa e estratto di cipolla rossa potrebbe essere un'opzione promettente per le applicazioni in cui il materiale protettivo dovrebbe essere a base biologica.
Lo studio ha inoltre sottolineato l'importanza dei test a lungo termine per i filtri UV, poiché la protezione UV e la trasmissione della luce di altri filtri a base biologica sono cambiate significativamente nel tempo. Questo nuovo sviluppo evidenzia il potenziale dei materiali a base biologica, come l'estratto di cipolla rossa, nello sviluppo di filtri per celle solari sostenibili.
Darren Orf, che vive a Portland e scrive/edita di fantascienza e di come funziona il nostro mondo, ha condotto lo studio. Il suo lavoro potrebbe aprire la strada a un settore dell'energia solare più sostenibile e a basso impatto ambientale. Il futuro dell'energia solare sembra più luminoso che mai con questo nuovo filtro UV a base biologica.
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