I giocatori di rugby di fama colpiti dalla demenza
Negli ultimi anni, un numero crescente di ex giocatori di rugby a 15 è stato diagnosticato con patologie neurologiche, sollevando preoccupazioni sui rischi per la salute a lungo termine associati allo sport.
Uno dei casi più noti è quello di Jean-Pierre Rives, ex giocatore di rugby a 15 francese, che è stato diagnosticato con la malattia di Alzheimer nel 2014. Questo è stato seguito dalle diagnosi di John Fogarty, un giocatore di rugby a 15 irlandese, con demenza precoce nel 2021, e Doddie Weir, un giocatore di rugby a 15 scozzese, con malattia del motoneurone nel 2017.
La questione ha attirato molta attenzione in Inghilterra, dove la Rugby Football Union (RFU) ha commissionato uno studio sui rischi per la salute a lungo termine del gioco del rugby, inclusi i possibili collegamenti tra gli impatti alla testa e la demenza. Questo studio è finalizzato a fare luce sui rischi che i giocatori potrebbero affrontare in futuro.
La ricerca condotta dall'Associazione dei Giocatori di Rugby (RPA) e dall'Università di Edimburgo, pubblicata nel 2021, ha rilevato che il rischio di sviluppare la demenza per gli ex giocatori di rugby è significativamente più alto rispetto alla popolazione generale. Questa statistica allarmante ha alimentato il dibattito in corso sulla sicurezza dello sport.
Sono stati diagnosticati con demenza precoce anche altri ex giocatori, tra cui Steve Thompson, ex giocatore di rugby a 15 inglese, diagnosticato a novembre 2020, e Billy McEwan, giocatore di rugby a 15 scozzese, diagnosticato nel 2021. Sir Gareth Edwards, un giocatore di rugby a 15 gallese, e Rodger Arneil, un giocatore di rugby a 15 canadese, sono stati diagnosticati con demenza precoce nel 2021.
I casi noti di demenza tra gli ex giocatori includono John Pullin, l'ex giocatore di rugby a 15 inglese, che è stato diagnosticato nel 2016 e è morto nel 2021.
In risposta a queste preoccupazioni, la RFU ha lanciato nel 2020 un'iniziativa chiamata Professional Rugby Injury Surveillance and Management System (PRISM). Questo sistema mira a monitorare la salute a lungo termine dei giocatori di rugby in pensione, offrendo una piattaforma per la ricerca e il supporto continuati.
Sono stati condotti diversi studi che forniscono prove dei possibili collegamenti tra gli infortuni alla testa e le patologie neurologiche nel rugby. Uno studio dell'Università di Glasgow, pubblicato nel 2019, ha rilevato prove di encefalopatia traumatica cronica (CTE) nel cervello di sei dei otto ex giocatori di rugby che avevano la demenza. Un altro studio pubblicato sulla Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry nel 2017 ha rilevato che i giocatori di rugby che avevano subito commozioni cerebrali erano più