I contadini erano responsabili della diffusione della peste?
In una scoperta rivoluzionaria, un team di ricerca internazionale composto dall'Istituto Max Planck per la Biologia delle Infezioni, dall'Università di Harvard, dall'Università dell'Arkansas, dall'Istituto Max Planck per l'Antropologia Evolutiva e dall'Università Nazionale di Seoul, ha fatto una scoperta significativa riguardo alla peste durante l'Età del Bronzo.
Il team, che ha studiato ossa e denti di animali dal sito dell'Età del Bronzo di Arkaim in Russia, ha trovato materiale genetico di un batterio della peste preistorica in un dente di pecora che è morto 4000 anni fa nella steppa euroasiatica. Questa scoperta suggerisce che il bestiame, specificamente le pecore, potrebbe aver giocato un ruolo nella diffusione di una forma precoce della peste.
Attraverso il confronto genetico, i ricercatori hanno trovato che pecore e umani erano infettati dallo stesso batterio della peste. Tuttavia, l'origine del batterio e il serbatoio selvatico rimangono indeterminati. Il team sta attualmente indagando se i roditori erano la fonte iniziale di infezione per la peste nelle pecore, poiché sono i serbatoi naturali del batterio.
Interessantemente, i pidocchi non sembrano aver giocato un ruolo nella trasmissione di questa peste. Questo ritrovamento contraddice la comprensione comune della trasmissione della peste, che è principalmente associata ai pidocchi nei secoli successivi.
La peste che circolava durante il tardo Neolitico e l'Età del Bronzo non è confrontabile con la Peste Nera dei secoli successivi. Tuttavia, la scoperta solleva importanti domande sul ruolo del bestiame nella diffusione delle malattie infettive. Molte malattie infettive, come la salmonellosi o la tubercolosi, sono emerse negli ultimi 10.000 anni e c'è almeno una correlazione temporale con la domesticazione del bestiame.
Se la catena di infezione esisteva già nell'Età del Bronzo, gli esseri umani potevano essere infettati dalle pecore infette. Questa è la prima volta che viene trovato fuori dai resti umani, poiché il genoma della peste dalle pecore corrisponde esattamente al materiale genetico della peste umana. Questo ritrovamento solleva la domanda di chi ha infettato chi.
La ricerca sulla peste durante l'Età del Bronzo è ancora nelle sue fasi iniziali. Tuttavia, la scoperta ad Arkaim fornisce preziose informazioni sulla storia precoce della peste e sul potenziale ruolo del bestiame nella sua trasmissione. La peste e la sua linea batterica rimangono un vasto campo di studio, con altri ceppi che ricompaiono periodicamente, compreso un picco in Europa nel 14° secolo.
Questa ricerca non fornisce alcuna nuova informazione sulla malattia degli animali LSD in Francia o sull'iscrizione alla newsletter. Tuttavia, gli
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