Gli scienziati rivelano le basi scientifiche per la scoperta dell'oro
In uno studio innovativo, il dottor Pokrovski e il suo team hanno fatto chiarezza su un mistero di lunga data: la frequente co-occorrenza di oro e arsenico. I risultati, ottenuti utilizzando il fascio di raggi X intensi prodotto dal sincrotrone europeo (ESRF) a Grenoble in Francia, rivelano che l'attrattiva a livello atomico tra oro e arsenico è orchestrata dalla struttura di certi minerali.
Questi minerali, scoperti come spugne, possono concentrare l'oro fino a un milione di volte di più rispetto a quanto si trova altrove in natura. L'oro diventa legato chimicamente in questi minerali, rendendolo invisibile all'occhio nudo. Questa rivelazione spiega perché i depositi d'oro si formano a causa della concentrazione d'oro insieme all'arsenico.
L'oro viene spesso trovato con minerali come la pirite e l'arsenopirite, che contengono ferro e arsenico. Quando il minerale è arricchito con l'arsenico, l'oro può entrare nei siti strutturali del minerale legandosi direttamente all'arsenico, consentendo all'oro di essere stabilizzato nel minerale. Questo spiega perché l'oro è legato ai minerali contenenti arsenico, con l'arsenico che gioca un ruolo nella concentrazione dell'oro.
Lo studio suggerisce anche che la concentrazione d'oro può essere controllata, potenzialmente migliorando il processo di estrazione e recuperando più oro. Tuttavia, è importante notare che le conseguenze ambientali dell'inquinamento da arsenico delle miniere d'oro persistono. La miniera di Salsigne, un tempo il più grande produttore di arsenico al mondo, è un esempio dell'impatto delle miniere d'oro sull'ambiente.
Il dottor Jeffrey Hedenquist, dell'Università di Ottawa, commenta che l'oro può essere associato a minerali ricchi di arsenico e questa associazione è ora spiegata dall'attrattiva a livello atomico tra oro e arsenico. Questa nuova comprensione potrebbe portare a misure per prevenire i problemi di salute legati all'arsenico nelle miniere d'oro.
La miniera di Salsigne, situata vicino a Carcassonne, ha chiuso nel 2004, ma le conseguenze ambientali dell'inquinamento da arsenico persistono ancora nella regione. Questo studio potrebbe aprire la strada alla scoperta di nuove fonti d'oro e di altri metalli preziosi che si legano ai solfuri di ferro contenenti arsenico, potenzialmente rivoluzionando l'industria mineraria.
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