Esplorare le diverse prospettive sugli "ideali estetici"
Al centro di Milano, la mostra "Profondità della Bellezza. Il Dubbio della Bellezza" è ora aperta al pubblico, in corso dal 5 aprile al 25 maggio al Mudec Photo. Questa mostra stimolante, concepita da Ogilvy Italy con la direzione artistica di Giuseppe Mastromatteo, mette in discussione i tradizionali concetti di bellezza e invita i visitatori a interrogarsi sulle proprie percezioni.
La mostra, curata da Claudia Zanfi, si addentra nel XX secolo e nel mercato dell'arte contemporanea, che ha abbracciato l'interpretazione del brutto, del kitsch e del disgustoso. Tra gli artisti chiave presenti nella mostra c'è Andres Serrano, la cui serie "Big Women" del 1998 gioca con i temi del grottesco, dell'ambiguità erotica e delle identità sessuali. L'opera di Serrano, che include un dettaglio della bodybuilder Lesa Lewis in bikini rosso, è un elemento significativo di questa esplorazione.
L'atto artistico, come dimostrato da Marcel Duchamp, ha il potere di rendere appealing qualsiasi elemento concreto. L'opera di Duchamp viene identificata come un primo secolo di rottura all'interno del quale le esperienze creative attivamente interrogano il significato del dialogo con il bello. Questa idea viene ulteriormente sottolineata dalla affermazione di Raymond Polin, "Non c'è nulla di più bello del brutto".
La mostra presenta anche opere di artisti come Marina Abramovic, David Hockney, Helmut Newton e Robert Mapplethorpe. Include opere che trasfigurano o escludono figure iconiche, come Marilyn Monroe di Weegee e Bert Stern, e ritrae Carla Bruni con eccesso di Michel Comte.
Immanuel Kant sostiene che il giudizio del gusto è indipendente dal concetto di perfezione, mentre Tommaso d'Aquino ancorava la bellezza ai classici concetti di armonia e simmetria. Tuttavia, la teoria estetica contemporanea si è ritirata o è scomparsa da questi concetti ben stabiliti, come evidenziato da Wladislaw Tatarkiewicz.
La mostra continua a esplorare questi temi attraverso più di 60 capolavori di diverse forme d'arte visiva, tra cui la fotografia, l'arte video e l'uso dell'intelligenza artificiale. Tra questi c'è "Two Catwomen, New Guinea" di Irving Penn, 1970, che, nonostante sia lontana dall'aura della bellezza, è emotivamente disturbante.
"Profondità della Bellezza. Il Dubbio della Bellezza" è una collaborazione tra Mudec, Comune di Milano e 24 ORE Cultura. Offre un'opportunità unica per i visitatori di mettere in discussione le proprie idee preconcette sulla bellezza e di interagire con l'estetica del brutto in modo stimolante e coinvolgente. Non perdere questa mostra stimolante che interroga l'essenza stessa della bellezza.
Leggi anche:
- Esplorare il nesso: Le infanzie traumatiche alimentano gli antagonisti cinematografici?
- Il Venezuela continua a promuovere le iniziative di energia solare in un'epoca di interruzioni di corrente
- Il capo pubblicitario si è dimesso dopo nove mesi di servizio .
- Guida per la realizzazione di una spirale di erbe per una permacoltura sostenibile